Adozioni gay, il sì di Pisapia

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    Adozioni gay, il sì di Pisapia

    Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha detto sì alle adozioni gay, di fatto schierandosi a favore di una questione al momento piuttosto scottante per la politica del nostro paese. In occasione della riunione a Vasto, Pisapia ha affermato che un bambino al fianco di genitori gay cresce sicuramente con valori e amore, tanto quanto ne riceverebbe da una coppia eterosessuale e sicuramente starebbe meglio che se fosse senza genitori.

    Il tema dell’omosessualità è un punto cruciale dell’attuale situazione socio-politica della nostra vecchia Italia e non solo, è un argomento delicato e di vitale importanza considerato che in gioco c’è la salute e i diritti dei minori.

    Una questione che, nel nostro paese, è ulteriormente complicata dalla presenza sul territorio della Chiesa Cattolica, la quale ha da sempre espresso il suo totale dissenso.

    Il sindaco del capoluogo meneghino ha fatto sentire la sua posizione a gran voce, sottolineando che è importante adottare dei provvedimenti che tutelino in tutto e per tutto i bambini, al di là di qualsiasi pregiudizio.

    La comunità europea è decisamente più all’avanguardia di noi, la possibilità di adottare un bambino infatti è concessa sia ai genitori eterosessuali che omosessuali, purché abbiano una certa integrità psicologica che tuttavia viene studiata prima di concedere il beneficio.

    Del resto sono moltissime le coppie eterosessuali che hanno comportamenti a dir poco diseducativi o, in taluni casi, addirittura spregiudicati.

    Ciò che è importante per un bambino e per la sua crescita in salute è sentire intorno a sé l’amore di due genitori, la sicurezza di un porto sicuro dai pericoli e la certezza che tutto ciò non svanisca mai.

    L’argomento, come già detto, è scottante e quindi non mancano pareri del tutto contrari: il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, ha dichiarato che Pisapia, affermando che è meglio una coppia gay di nulla, è il primo a porre una vera e propria discriminazione per motivi sessuali.

    A tutti gli effetti una considerazione valida, almeno in termini di logica, è come affermare che la possibilità di adozione da parte dei gay debba necessariamente sottostare alla primaria disponibilità e/o integrità di una coppia etero.

    Forse l’Italia deve ancora affrontare un lungo cammino, perché possa raggiungere i livelli di civiltà del resto dell’Europa.