Amare da morire: quando tutto finisce si crede di morire d’amore

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    Amare da morire: quando tutto finisce si crede di morire d’amore

    Si può amare da morire, ma morire d’amore no! Così cantavano i neri per caso nel lontano 1995. E tutti i torti non li avevano. In effetti l’amore è un sentimento forte, intenso, viscerale, e quando svanisce provoca un senso di vuoto e di smarrimento che può portare, a volte, a compiere gesti fuori dalla norma. Ovviamente l’amore non è una malattia, per cui non può portare alla morte (in realtà potrebbe, ma solo nel raro caso in cui, ad un forte shock, si unisca una situazione cardiaca compromessa) almeno direttamente. Allora perché si usa l’espressione ‘morire d’amore’?

    Nel linguaggio comune la parola morte è utilizzata spesso per definire determinati stati fisiologici o mentali, come nelle locuzioni ‘morire di sete’, ‘morire di fame’, ‘morire di freddo’ o morire dalla curiosità’. Queste sono chiaramente tutte iperbole della realtà (di sicuro non si muore di curiosità) che però restano confinate in uno spazio non reale, cosa che invece non accade per l’amore.

    La sensazione di morire d’amore è diversa dagli esempi sopracitati. Se abbiamo così fame da affermare ‘sto morendo di fame’, ci basterà qualsiasi cosa commestibile per appagare subito questo tipo di bisogno; stesso discorso vale per il freddo: una coperta, una giacca,una fonte di calore bastano a risolvere il problema.

    In amore è diverso: se stiamo morendo d’amore, solo la persona che amiamo può soddisfare questo nostro bisogno. Nessun altro. Nonostante quindi si tratti di una necessità vitale, per guarire dal mal d’amore non basta una dimostrazione d’affetto da parte di qualunque persona, ma c’è bisogno del sentimento ricambiato da chi in quel momento rappresenta l’oggetto del desiderio e di conseguenza la causa del nostro malessere. È come dire che, per evitare di morire di sete, possiamo solo bere un vino Barolo invecchiato 30 anni.

    ‘Morire d’amore’ è quindi un concetto complesso, che serve però a capire come l’amore sia un sentimento-bisogno così forte e particolare, unico, da non poter essere assolutamente appagato da un’alternativa, come invece accade per necessità fisiologiche come il bere, il mangiare, il dormire, ecc.