Amore su Facebook: è cinico trasformarlo in pubblicità?

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    Amore su Facebook: è cinico trasformarlo in pubblicità?

    L’amore si cerca sempre meno nella vita reale, sostituita dalla virtualità di social network e siti di incontri online. L’amore su Facebook si condisce di tratti patetici e di vite costruite, quello sul web ha invece le sembianze della disperazione. E se a questo aggiungiamo la crisi economica e la necessità di trovare sempre soluzioni innovative per ‘tirare a campare’, ecco che l’amore perde gran parte del suo valore e diventa pure merce, gioco e mezzo per raggiungere un obiettivo economico. A tal proposito voglio raccontarvi la storia di un ragazzo che cerca di vendere amore su Facebook, unendo l’idea dei siti di incontri alle potenzialità del social network più importante del momento.

    L’individuo in questione, tale Matt Simpson di Tempe in Arizona, cerca (ufficialmente) la donna della sua vita online, più precisamente su Facebook. Fin qui un classico del secondo decennio del XXI secolo, se non fosse per la decisione di renderlo un affare: Matt infatti ritiene che i siti di incontri siano ormai così pieni da bombardare le donne, rendendo la ricerca praticamente impossibile. Cosa si è inventato allora? Al costo di 0.75 dollari a click, ha avviato la sua campagna pubblicitaria su Facebook, nella quale si descrive come ‘un attivo trentenne alla ricerca di una donna equilibrata come te’. Un approccio certamente originale per incrementare sia le entrate (generate dai click delle ragazze che sono almeno incuriosite dal suo profilo) sia le possibilità di trovare l’amore, o un surrogato di esso.

    Lo sforzo di Matt è lodevole, la sua idea alla fine innocua e produttiva, ma intossicare l’amore con una campagna pubblicitaria su Facebook ha un po’ il sapore della mercificazione più bassa, niente di diverso da quanto accade sui tristissimi siti di incontri online. Retorica o reale perdita del significato di amore?