Come sedurre con lo sguardo in 10 mosse

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    Come sedurre con lo sguardo in 10 mosse

    A volte nel gioco della seduzione le parole non contano, scoprire come sedurre con lo sguardo, per esempio, potrebbe rivelarsi molto più importante. Gli occhi, infatti, giocano un ruolo fondamentale nell’approccio verso l’altro, gli comunicano cosa sentiamo e cosa vogliamo.

    L’occhio umano è capace di rispondere ad un milione e mezzo di segnali simultanei. Per questa ragione, leggere i segnali che provengono dallo sguardo altrui e imparare personalmente come sedurre con lo sguardo diventano strumenti fondamentali della conquista amorosa.

    1. Il linguaggio del corpo ha delle regole di cui molte volte noi non ci rendiamo condo fino a quando non le infrangiamo. Quando parliamo dello sguardo questo è altrettanto vero. Immaginiamo di trovarci distanti dalla persona oggetto del nostro interesse. Se gli lanciamo uno sguardo fugace, questo giungerà come un segnale neutro. Potrebbe, infatti, significare che lo abbiamo visto, ma che non lo abbiamo guardato con l’intenzione deliberata di guardarlo. Se, invece prolunghiamo lo sguardo oltre quello che normalmente sarebbe accettabile (cosa è normalmente accettabile lo capiamo solamente quando superiamo quel limite stesso) non lasceremo dubbio alcuno circa le nostre intenzioni. Se volete risultare più efficaci potete guardare fissamente, distogliere lo sguardo brevemente e poi ritornare a ricatturare lo sguardo della persona di fronte. Il messaggio è chiaro: sto guardando te, proprio te.

    2. Una volta stabilito un primo contatto oculare, le regole cambiano. Quando siamo vicini, infatti, dobbiamo imparare a calibrare il tiro perché uno sguardo fisso o prolungato produce un effetto diverso rispetto a quando siamo lontani. L’altro potrebbe sentirsi violato nella sua privacy e non riuscire a sostenere uno sguardo palesemente troppo insistente.

    3. Anche la direzione nella quale dirigiamo lo sguardo è indicativa di ciò che sentiamo, quindi prestiamo bene attenzione al nostro roteare gli occhi. Guardare verso il basso può palesare all’altro il nostro imbarazzo o la nostra timidezza, di per sé non costituisce né un bene né un male, l’importante è essere consci di quello che si trasmette.

    4. Ci sono dei segnali che per quanto rivelatori di intenzioni e stati d’animo non possono essere in alcun modo controllati, ma solamente interpretati. La dilatazione delle pupille, per esempio è sinonimo di interesse sessuale da parte di chi guarda. E’ stato anche dimostrato in un celebre studio dello psicologo americano Eckhard Hess che le pupille più larghe delle donne risultano anche più attraenti per gli uomini. Aggrottare le sopracciglia, invece, è sintomo di perplessità, di chi sta valutando che alternative ha e come agire in una certa situazione.

    5. In genere quando parliamo tendiamo a guardarci negli occhi, ma quando smettiamo di parlare in genere il nostro sguardo tende a posarsi di lato. Se, al contrario continuiamo a guardare una persona che resta in silenzio, dopo che questa ha finito di parlare risulteremo molto seduttive.

    6. Esistono tanti tipi di sguardi, ma lo sguardo diretto è sicuramente quello che più di altri è in grado di indurre nel soggetto a cui è rivolto una serie di emozioni legate alla sfida. Rivolgere uno sguardo diretto alla persona oggetto del nostro desiderio provoca un accrescimento del suo coinvolgimento nei nostri confronti.

    7. Ammiccare con lo sguardo è una pessima idea per sedurre un uomo, in genere l’ammiccamento più noto come ‘fare gli occhi dolci‘ comunica all’altro insicurezza personale.

    8. Non trascuriamo comunque che la personalità degli individui influisce molto sulla qualità e la quantità degli sguardi. Le persone estroverse in genere tendono a guardare in maniera più insistente perché non temono il giudizio altrui, alle persone timide accade il contrario.

    9. La mobilità dell’occhio gioca un ruolo fondamentale nel processo di seduzione: se i vostri occhi sono vivaci e capaci di un movimento fluido risulterete più attraenti al vostro interlocutore, uno sguardo immobile o troppo rigido è tipico di chi è triste o arrabbiato, sentimenti che solo raramente fanno scattare attrazione nell’altro.

    10. Quando vogliamo comunicare in maniera inequivocabile all’altro il nostro desiderio di fare l’amore con lui lo sguardo può essere un validissimo alleato. Basterà posizionalo su di lui, allontanarlo repentinamente, farlo vagare per qualche minuto sul nostro corpo e poi tornare a dirigerlo senza esitazioni su di lui.