Coming out: per 3 italiani su 10 è meglio nascondersi

da , il

    Coming out: per 3 italiani su 10 è meglio nascondersi

    Di fronte alla propria omosessualità, è meglio fare coming out, come ad esempio ha fatto Tiziano Ferro o tacere il proprio orientamento sessuale, rimanendo nell’ombra? Per 3 italiani su 10, è ancora preferibile il silenzio.

    Meglio non rivelare le proprie preferenze sessuali, dunque, per evitare di andare incontro a biasimo, discriminazioni o nella peggiore delle ipotesi, attacchi o violenze.

    È quanto emerge dal rapporto Istat sull’omosessualità, presentato ieri, in occasione della Giornata contro l’omofobia. Nonostante le evidenti aperture degli italiani sul fronte dell’omosessualità, dimostrate dal fatto che 4 su 10 acconsentirebbero alla volontà delle coppie gay di sposarsi e 6 su 10 non hanno alcun dubbio circa il fatto che debbano venir riconosciuti loro, per legge, gli stessi diritti di cui godono le coppie etero, rimangono ancora 2 italiani su 10 che non vorrebbero un omosessuale come vicino di casa e altrettanti non gradirebbero avere amici gay, ma quel che più preoccupa è che oltre la metà degli italiani (ben il 56%) consiglia ‘maggiore discrezione‘ agli omosessuali, perché così sarebbero accettati di più.

    L’indagine Istat mette in evidenza che il 61,3% degli intervistati, fra i 18 e i 74 anni, pensa che gli omosessuali siano discriminati rispetto agli eterosessuali e la percentuale sale fino all’80,3% quando si parla dei transessuali. Il 25,2% ritiene che l’omosessualità sia una malattia, il 27% la considera una condizione immorale, il 25,2% pensa che possa rappresentare addirittura una minaccia per la famiglia, ma quel che più dispiace constatare è come un significativo 34,2% si dichiari in disaccordo con l’affermazione che ‘si può amare una persona dell’altro sesso oppure dello stesso sesso: l’importante è amare‘.