Coppie di fatto: il primo sì in Italia parte da Milano

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    Coppie di fatto: il primo sì in Italia parte da Milano

    Ha finalmente fatto il suo ingresso in società, precisamente nella stanza 231 dell’anagrafe di Via Larga, il registro delle unioni civili di Milano. Così il capoluogo meneghino è il primo a dire ufficialmente sì alle coppie di fatto. Lo scenario dinnanzi agli uffici è stato festoso, colorato e ricco di speranza per il futuro: folla di persone, mazzi di fiori e soprattutto tante congratulazioni e felicitazioni per le prime 18 coppie, di cui 4 omosessuali, che hanno potuto ufficializzare il proprio legame iscrivendosi al registro delle unioni civili.

    I primi a firmare, sono stati il giornalista Paolo Hutter, che nel 1992 unì simbolicamente in matrimonio 10 coppie gay in piazza della Scala, con il suo compagno Paolo Oddi.

    Nei loro occhi tutta la soddisfazione e l’orgoglio di firmare un documento su cui compare la scritta: ‘Unione civile numero 00001 del Comune di Milano’.

    Certo è che entrambi avrebbero preferito poter firmare un altro genere di documento…

    ‘Siamo ancora ai preliminari, noi vorremmo vivere un’emozione diversa, ovvero il matrimonio’, ha dichiarato a tal proposito, Hutter.

    Al termine dell’iscrizione, tutte le coppie hanno sfilato davanti al funzionario.

    L’assessore ai Servizi civici Daniela Benelli ha dichiarato:

    ‘E’ una giornata importante per Milano perché una realtà della nostra città trova un riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale’.

    E il collega Pierfrancesco Majorino ha aggiunto:

    ‘Milano sta tornando a essere laboratorio sociale e modello per tutto il Paese. Ora il parlamento non ci lasci soli’.

    Mentre il consigliere pd Marilisa D’Amico, promotrice della delibera, ha commentato entusiasta:

    ‘Emozionante. Vedere riconosciute tante coppie dà un senso a mesi di riunioni in commissione e ore di discussione in aula. E’ stata una doverosa battaglia di civiltà’.

    Purtroppo però, si sa, l’argomento scotta, e così non sono mancati pareri contrari.

    ‘Una carnevalata laicista, voluta e imposta dal sindaco Giuliano Pisapia per un registro che non serve a nulla, se non alla propaganda’, ha sentenziato il consigliere pdl Riccardo De Corato.

    Posizione sostenuta anche dal carroccio della Lega:

    ‘E’ un pezzo di carta inefficace in assenza di una norma nazionale. Ha già riportato clamorosi flop nelle altre poche città italiane che lo hanno adottato e non porterà alcun vantaggio concreto alle coppie conviventi’, ha dichiarato Luca Lepore.

    A nostro avviso, un passo avanti è stato compiuto per le coppie di fatto, ma di fatto il matrimonio per i gay è ancora molto lontano.