Curare l’eiaculazione precoce con la terapia del calore

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    Curare l’eiaculazione precoce con la terapia del calore

    Si parla spesso di quanto sia frequente l’eiaculazione precoce negli uomini, un problema ovviamente molto sentito anche da noi donne per cui, a causa di questo piccolo ‘difetto di percorso’, ci può capitare di non riuscire a godere fino in fondo dell’attività sessuale con un uomo. Purtroppo anche i sondaggi recenti non mostrano un miglioramento del problema confermando il fatto che gli uomini che soffrirebbero di eiaculazione precoce non sarebbero affatto in diminuzione, si parla del 30% circa degli uomini che ne soffrono sul totale, più o meno quattro milioni di italiani. Le cure consigliate sono diverse, da quelle psicologiche ai farmaci specifici, consigli da uomo e da donna, si provano tutte per riuscire a risolvere il problema, ma ecco che oggi il problema sembra potersi risolvere con una nuova cura: la terapia del calore.

    La notizia arriva dall’Ohio, infatti, i ricercatori dell’University Hospitals Case Medical Center di Cleveland, hanno reso nota la loro scoperta dichiarandola una soluzione certa ai problemi legati alla troppo rapida eiaculazione.

    J. David Prologo, autore dello studio, ha dichiarato : ‘Siamo molto contenti che questo sia il primo lavoro di questo genere al mondo. Se riusciremo a dimostrare che un tipo di terapia locale può aiutarli, questa fornirà una soluzione ambulatoriale per controllare il sintomo che ha afflitto da sempre gli uomini con questa condizione’.

    Per adesso è stato effettuato un primo studio, si tratta dell’utilizzo di un neuro termico che sfrutta l’azione delle onde radio per ridurre le sensazioni inviate da alcune sedi nervose. Praticamente si parla di un elettrodo di piccole dimensioni che viene posto nel nervo dorsale del pene a livello del bacino, questa viene chiamata terapia del calore e punta sul far arrivare al cervello delle sensazioni meno forti così da rallentare il processo dell’eiaculazione.

    Adesso si attende una seconda fase in cui saranno chiamati 22 volontari per provare la nuova terapia, speriamo funzioni, ma chi sa se sia meglio agire a livello fisico o tentare in ogni caso delle cure sul controllo delle emozioni senza ricorrere a farmaci o ad onde strane. Staremo a vedere.