Elina, la bambola dell’amore che sembra una donna vera

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    Si chiama Elina, ha un viso incantevole con la bocca sensualmente schiusa e un corpo perfetto con delle curve mozzafiato, capaci di scatenare le fantasie sessuali più ardite. Sembra una donna vera, ma non lo è. A rivelarcelo, seppure a fatica, sono i suoi 27 kg di silicone. E’ una love doll prodotta – anzi, realizzata artigianalmente – da DollStory.

    Elina è di nazionalità giapponese, come i suoi creatori, due artisti visionari giapponesi, Atsumi e Okawa, ma per chi volesse andarla a trovare attualmente si trova alla boutique di Angélique DeVil, a Milano, per tutta la durata del Fuorisalone.

    Pelle, ciglia, unghie, pelle perfetta, uno scheletro completamente articolabile. Le sue cosce sono sode, il seno alto coi capezzoli duri e il collo del piede perfettamente arcuato. Viene realizzata secondo i desideri del cliente: dal colore della pelle alla taglia di reggiseno.

    Elina può anche essere truccata, può cambiare vestiti e acconciatura.

    Quello che più è significativo però è che Elina, a differenza delle love dolls tradizionali, i rigidi sex toys a cui siamo abituati, ha smesso di essere un semplice oggetto di piacere per diventare un oggetto di culto del design (non a caso è esposta in occasione del Fuorisalone 2011).

    Le love Dolls di Doll Story sono autentiche opere d’arte: richiedono oltre dieci giorni di meticoloso lavoro, ogni dettaglio è curato con la massima attenzione. I materiali utilizzati altamente elaborati per ottimizzare il loro rapporto taglio/peso, lo scheletro interamente articolato, che permette diversi posizionamenti, il colore della pelle, il taglio degli occhi, i capelli, le unghie tutto è minuziosamente studiato e realizzato nel modo più realistico al mondo.

    Prima di cominciare una bambola immagino quale è la sua storia – racconta Atsumi, laureato in Arte all’Università Artistica di Tokyo e la realizzo come mi appare in sogno. Ed è questo sogno che m’invade mentre la sto creando. La passione per le bambole deriva dal mio amore per le donne‘.

    Le bambole di Doll Story in Europa si sono affermate come capolavori, come oggetti-culto da esporre ed è sempre maggiore il loro utilizzo in reportage fotografici artistici come quello di Laurie Simmons.