Essere single non ha prezzo? Sì, ce l’ha e anche caro

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    Essere single non ha prezzo? Sì, ce l’ha e anche caro

    I single impenitenti e irriducibili vanno avanti con una convinzione: quella che essere single non ha prezzo. Ma a dirla tutta essere single un prezzo ce l’ha e anche piuttosto caro. Pare infatti che i single spendano ben il 71% in più rispetto ai coniugati: ben 320 euro al mese contro 187 euro delle famiglie.

    In Italia,dunque, essere single – almeno da un punto di vista strettamente economico – rappresenta uno svantaggio: la spesa per cibi e bevande, infatti, costa ben il 70 per cento in più rispetto a quella di una famiglia media italiana.

    A fare i conti in tasca ai single è la Coldiretti, calcolando sulla base di dati Istat, che essi spendono per gli acquisti alimentari il 71% in più rispetto ai singoli componenti di una famiglia media, composta da 2,5 persone.

    Il carrello della spesa per chi vive da solo (senza figli) costa 320 euro al mese, rispetto ai 187 euro mensili destinati alla tavola da ogni singolo componente di una famiglia di medio reddito. Ad incidere sulla spesa single sono nell’ordine: carne (75 euro), ortofrutta (60 euro), pane, pasta e derivati dai cereali (50 euro), latte, yogurt e formaggi (45 euro), bevande (31 euro), pesce (26 euro), zucchero, caffè (22 euro) e all’ultimo posto, oli e grassi (12 euro).

    I motivi della maggiore incidenza della spesa sono da ricercare – secondo l’organizzazione agricola – nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che comunque, anche quando sono disponibili, risultano molto più cari di quelli tradizionali. A incrementare la spesa alimentare c’è anche l’elevata quota di cibo che finisce inesorabilmente nella spazzatura.

    Così le confezioni di alimenti velocemente deperibili (latte, formaggi freschi, pasta fresca) rimasti in fondo al frigo, sono le prime ad essere destinate all’eliminazione. I giovani single sono anche – sostiene la Coldiretti – un segmento di popolazione con uno stile di vita attento a risparmiare tempo a favore del lavoro e soprattutto dello svago, privilegiando così il consumo di piatti pronti a più elevato costo e che quindi incidono maggiormente sulla busta della spesa.

    Peraltro, un numero crescente di single, soprattutto tra i giovani, si dedica con passione alla cucina con scelta attenta degli ingredienti.