Fare l’amore e fermarsi a dormire, due mondi paralleli

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    Fare l’amore e fermarsi a dormire, due mondi paralleli

    Durante i tanto criminalizzati tempi moderni è possibile che alcuni di noi provino imbarazzo alla domanda ‘Con quanti uomini sei andata a letto?‘, non per pudore ma perchè il numero esatto momentaneamente ci sfugge, d’altronde l’età va a incidere sulla memoria. Ma se da un lato solo le nostre madri vantavano numeri bassi, in molte confessavano un solo uomo, l’uomo della loro vita fino a quel giorno per poi darsi alla pazza gioia in un secondo momento, è vero anche che le donne soffrono per mancanza di siesta dopo il sesso occasionale.

    L’avventura sessuale anche se piacevole e eccitante ha un grande difetto, è sconosciuta, e come ogni sconosciuto non ama il coinvolgimento, la prima regola per chi non desidera complicazioni di sorta è mai fermarsi a dormire, conseguenza che, inutile negarcelo, fa soffrire chi invece sperava in qualcosa di più.

    Quindi la domanda corretta è ‘Con quanti ragazzi avete dormito dopo aver fatto l’amore?‘ ho la netta impressione che il numero è destinato a scendere drasticamente. Ma perchè dormire assieme viene vissuto come un confine quasi invalicabile e determinante nella coppia?

    Per dormire assieme si presume che ci sia anche un dove, quindi la casa di lui o lei viene concessa e scelta non solo per il rapporto ma anche per altre azioni, azioni annunciate solo dal fatto di passare la notte assieme. Sveglia, doccia, colazione, bacio del mattino, coccole, azioni che fanno presumere una coppia già formata, non certo reduce da una sola notte d’avventura.

    Poi c’è il problema delle aspettative, sembra un accordo segreto, ma fermarsi a dormire determina un secondo incontro, certezza che uno dei due probabilmente non può dare in quel momento il che non significa negarsi totalmente ma prendere tempo per sopravvivenza, o paura. A volte le cose non dette vengono mostrate basta saper riconoscere i segnali di fumo lasciati ad arte.