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Hater: l’app di dating per persone che odiano le stesse cose

Hater: l’app di dating per persone che odiano le stesse cose
da in Affinità di coppia, Amore, Curiosità d'amore
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    Hater: l’app di dating per persone che odiano le stesse cose

    Hater è la nuova app di dating che fa incontrare persone che odiano le stesse cose. Un’intuizione di Brendar Alper, a quanto pare rivoluzionaria nel mondo dei social. Di solito le nuove conoscenze online si basano infatti sulla ricerca di persone con gusti e passioni simili, qui invece a unire non sono le cose “belle” in comune ma l’odio. Non ti piacciono i gatti? Grazie a Hater incontri l’anima gemella che li detesta quanto o più di te. Detesti Trump? Eccoti servito il partner che prova lo stesso odio nei suoi confronti. E così via. Che funzioni davvero?

    Trovare l’amore online non è più questione di cose, che si amano, in comune, ma di odio. Ad ideare la curiosa app di incontri è stato Brendan Alper, ex dipendente di Goldman Sachs, che in un primo momento l’ha proposta in modo ironico per poi rendersi conto che funzionava davvero. La prima città che l’ha testata, con esito positivo, è stata New York. E ad oggi, pur essendo disponibile solo su iOS, sta riscuotendo un tale successo che a breve dovrebbe funzionare anche per gli Android.

    Quello che odiamo è una parte importante di ciò che siamo, ma è spesso nascosto sotto il tappeto del nostro personaggio pubblico. Vogliamo che la gente si esprima più onestamente.

    E poi è facile iniziare una conversazione con qualcuno se entrambi sanno di odiare i sottaceti!”.

    Come funziona? Si scarica l’App ed ecco che si viene incoraggiati ad esprimere il proprio parere su una serie di argomenti, oltre tremila, che includono selfie, politici e cose varie. L’app dispone di numerosi emoji, che passano dalle faccine di odio a quelle di amore, dai mi piace ai non mi piace. Una volta terminata questa fase, l’app inizia a proporre partner potenzialmente affini sulla base delle antipatie in comune.

    Può sembrare una cosa insensata o senza fondamento e invece a rivalutarne la validità è la psicologia. I sentimenti negativi infatti legano tanto quanto quelli positivi. Stando al successo riscontrato nel 2016 a New York, quando l’app è stata lanciata, evidentemente funziona proprio così. Sarà il caso di testarla?

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