Ho voglia di te anche in Cina: i lucchetti di Moccia fanno il giro del mondo

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    La penna di Moccia ha fatto emozionare teenager italiani con la storia d’amore liceale di Step e Babi in Tre metri sopra il cielo e il sentimento più maturo di Step e Gin in Ho voglia di te. Dopo il successo dei libri e dei film le promesse d’amore dei protagonisti sono diventate quelle di tantissimi giovani e così diversi muri delle città italiane sono stati tappezzati con la dichiarazione ‘Io e te.. tre metri sopra il cielo’. Ma il vero boom è stato sicuramente quello dei lucchetti che hanno invaso i pali di Ponte Milvio a Roma. Sono tantissime le giovani coppie che si recano sul ponte, scrivono il loro nome su un lucchetto e gettano speranzosi la chiave nel Tevere.

    La situazione stava perfino degenerando per via del peso dei troppi lucchetti che ha portato addirittura al crollo di un lampione e così la città è stata costretta a trovare soluzioni alternative. La più originale e meno invadente per le città è stata senza dubbio quella di creare un sito dove inserire lucchetti virtuali per amori veri: in questo modo la promessa d’amore può essere davvero eterna perché nessuno può rimuovere il proprio lucchetto. Ma la moda lanciata da Moccia non si è fermata ai confini italiani e ha fatto il giro del mondo. La prima città ad importare i lucchetti è stata ovviamente la capitale del romanticismo: anche sulla Senna i lucchetti hanno creato problemi di sicurezza e impatto architettonico. In diverse città d’Europa ma anche di altri continenti pali, lampioni, muri, ringhiere e monumenti sono diventati simboli di coppie innamorate che si giurano fedeltà. Dal Giappone alla Cina, dagli USA alla Germania tutti i giovani amanti hanno voglia di sognare. Voi che ne pensate? Sono un obbrobrio per la città o una promessa d’amore da favola? Sarebbe curioso sapere quanti di quei lucchetti racchiudono la promessa di un amore ancora vivo e quante coppie sono invece scoppiate.