Il punto g non esiste: scienziati Usa decretano la fine di un mito

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    Il punto g non esiste: scienziati Usa decretano la fine di un mito

    Avete presente il famoso punto g del piacere femminile che tutti cercano e in pochi trovano? Il punto g non esiste e questo spiegherebbe le difficoltà della sua reperibilità. Almeno secondo alcuni scienziati Usa che così hanno sentenziato: ‘misure investigative obiettive non sono riuscite a produrre un’evidenza forte e consistente dell’esistenza di una regione anatomica correlabile al famoso punto G‘.

    Con buona pace di tutti, dopo avere analizzato un centinaio di studi pubblicati in 60 anni tra conferme e secche smentite, i ricercatori dello Yale-New Haven Hospital del Connecticut non hanno dubbi sul fatto che il fantomatico interruttore dell‘amore non sia mai esistito.

    La diatriba infinita sull’esistenza/non esistenza del punto g è iniziata nel lontano 1950, quando un ginecologo tedesco, al secolo Ernst Grafenberg lo tira fuori per la prima volta dal cilindro. La storia piace al punto che qualcuno, in tempi recenti, è addirittura arrivato a filmare il famigerato punto del piacere femminile, si tratta del sessuologo italiano Emanuele Iannini, salvo poi la colossale smentita giunta dagli scienziati del King’s College di Londra che in uno studio analogo avevano anticipato le considerazioni operate dai colleghi dello Yale-New Haven Hospital, i quali comunque non rinunciano a lasciare nel dubbio chi alla storia del punto g si era affezionato.

    Sebbene non siano state trovate prove inconfutabili dell’esistenza del punto G, report attendibili e testimonianze dirette della presenza di un’area altamente sensibile nell’apparato genitale femminile richiedono ulteriori considerazioni‘ si legge, infatti, a margine delle conclusioni del loro studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine.

    Foto di germeister