La parità dei sessi inibisce il desiderio femminile

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    La parità dei sessi inibisce il desiderio femminile

    La parità dei sessi, lungamente ricercata e faticosamente conquistata attraverso anni di lotte, si sarebbe rivelata controproducente proprio per le stesse donne. Proprio la parità sessuale, infatti, avrebbe generato una specie di effetto boomerang sul desiderio femminile, inibendolo.

    A sostenere questa discutibilissima tesi sono due dottori di Boston Ogi Ogas e Sai Gaddam. Lo fanno nel loro libro ‘A Billion Wicked Thoughts: What The World’s Largest Experiment Reveals About Human Desire‘ dove vengono riferiti i risultati di uno studio condotto a livello mondiale che ha visto coinvolte oltre 500 milioni di persone.

    Secondo gli autori, è stata proprio la ricerca spasmodica della parità di genere – intesa come genere sessuale, ossia di maschio e femmina – a determinare l’insoddisfazione sessuale delle donne. Perché? Presto detto. Secondo gli scienziati le donne per quanto anelino ad essere considerate pari agli uomini dal punto di vista dei diritti, sessualmente preferiscono, invece, essere dominate e proprio per questo motivo la parità sessuale ha ottenuto come risultato quello di inibire il desiderio femminile anziché liberarlo.

    Se un’imprenditrice sta cercando di approcciare sessualmente con gli stessi atteggiamenti che si adottano nei riguardi del lavoro, le sarà difficile provare desiderio‘, scrive il professor Ogi Ogas.

    Gli autori non mettono assolutamente in dubbio il fatto che il raggiungimento della parità fra uomini e donne sia stata un bene dal punto di vista del progresso sociale, ma al contempo sono convinti che si sia rivelato un male per la sessualità femminile. Proprio da questo discenderebbe l’aumento esponenziale dei problemi relativi al calo della libido femminile di cui sentiamo sempre più spesso.

    L’esposizione di una simile tesi non poteva mancare di suscitare polemiche e accuse da parte delle donne. Ogas e Gaddam sono stati, infatti, tacciati di maschilismo, ma i due si sono difesi sostenendo che il femminismo per la parità di genere è sì economico, politico e sociale, ma non ha – o non dovrebbe avere – nulla a che spartire con la sessualità. Voi che ne pensate?