Le leggi del desiderio, la nuova commedia di Silvio Muccino dal 26 febbraio al cinema

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    I tre concorrenti del nuovo film di Silvio Muccino

    Girata dal giovane e talentuoso regista Silvio Muccino, “Le leggi del desiderio”, in uscita al cinema dal 26 febbraio, è una commedia romantica, incentrata sul tema del desiderio e sulla discutibile figura del Life Coach. A interpretare questo ruolo è lo stesso Muccino, che nei panni dello spregiudicato trainer motivazionale Giovanni Canton, conferma il suo talento recitativo. Lo affiancano in questa esilarante avventura cinematografica, Matilde (Nicole Grimaudo), Ernesto (Maurizio Mattioli) e Luciana (Carla Signoris), un terzetto emblematico dei nostri tempi, desideroso di un riscatto sociale e individuale, che per varie ragioni tarda ad arrivare. Giovanni, come un moderno genio della lampada, offrirà ai 3 sfortunati l’opportunità di esaudire i loro desideri, ma la vita scompaginerà i piani di tutti.

    Trama

    Protagonista di questa commedia è lo spregiudicato Life Coach Giovanni Canton, trentenne intraprendente, sicuro di sé, desideroso di fama e successo. Una sorta di profeta contemporaneo, pronto a esaudire i desideri altrui ricorrendo a tecniche collaudate quanto discutibili. Intorno alla sua figura, ammirata da molti, criticata da altri, gravitano 3 personaggi confusi e insoddisfatti delle loro vite: Matilde, eterna single con la testa fra le nuvole, Ernesto, ex venditore porta-a-porta disoccupato, e Luciana, donna perbene con un segreto inconfessabile. Giovanni offrirà al terzetto l’incredibile opportunità di raggiungere in soli sei mesi i propri obiettivi, ma la vita scompaginerà i piani di tutti rivelandosi molto più imprevedibile del previsto.

    La romantica commedia di Silvio Muccino

    Le leggi del desiderio, dal 26 febbraio al cinema, è una commedia che certo non deluderà le aspettative del pubblico, fresca, innovativa, incentrata sulla controversa quanto attuale figura del Life Coach. I trainer motivazionali, particolarmente in voga anche in Italia, sono figure emblematiche dei nostri tempi, come suggerisce lo stesso regista, “figli della crisi” convinti di possedere il segreto della felicità. Nonostante il loro ottimismo contagioso, affidarsi ai Life Coach senza spirito critico può essere rischioso, perché nessun manuale né alcun “profeta” detiene la verità.

    Ed è proprio questo il tema affrontato da Muccino nella pellicola, una commedia che trascende il puro divertimento invitandoci a diffidare delle soluzioni preconfezionate: I Life Coach o motivatori professionali sono “la diretta conseguenza dello spaesamento di oggi, sono i veri figli della crisi”, afferma Muccino, in un mondo in cui nessuno sa più come arrivare a fine mese o come realizzare i propri sogni, loro si propongono come coloro che hanno la risposta. Il segreto della felicità. L’ideale sarebbe che ognuno di noi imparasse autonomamente a scoprire che cosa desidera e di cosa ha bisogno per essere felice. I Life coach hanno sicuramente un merito, quello di spronare le persone all’ottimismo, che è quello che in assoluto ci manca. Per dirla con Woody Allen in Basta che funzioni: “Se funziona, perché no?”. L’importante è essere vigili e mantenere sempre uno spirito critico.”

    Un film profondo ma privo di un’autentica morale, piuttosto “una commedia romantica dove il cuore e le emozioni vere alla fine soppiantano le pirotecniche acrobazie” dello spregiudicato protagonista Giovanni Canton. A dimostrazione che la vita e l’amore con la loro inarrestabile energia sono in grado di scombussolare i piani di chiunque, persino dei presunti geni della lampada. Con questa pellicola dai toni dissacratori, Silvio Muccino torna a stupirci, rivelandosi ancora una volta regista e interprete versatile di estrema sensibilità.