Le più belle poesie d’amore di Catullo

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    Le più belle poesie d’amore di Catullo

    In questo post vi presento le più belle poesie d’amore di Catullo, il poeta latino che fece dell’incontro fatale con una donna (che chiama Lesbia nei suoi componimenti) il perno attorno al quale ruotò tutta la sua esistenza privata e artistica.

    L’amore è un’esperienza totalizzante nella vita del poeta, da vagheggiamento fantastico capace di regalargli palpiti e tremori, si trasformerà prima in passione travolgente che gli procurerà la sensazione di annegare, poi in tormento interiore causato dall’infedeltà dell’amata, dai rimpianti e dall’abbandono.

    Odio e Amo

    Odio e amo. Perché mi succede questo?

    Non lo so, ma così sento e mi tormento.

    Dammi mille baci

    Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo(ci),

    e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni

    consideriamole tutte un soldo (bucato).

    I giorni [i soli] possono tramontare e ritornare;

    noi, una volta che la breve luce è tramontata,

    dobbiamo dormire un’unica notte eterna.

    Dammi mille baci, (e) poi cento,

    poi mille altri, poi ancora cento,

    poi di seguito altri mille, (e) poi cento.

    Poi, quando ne avremo totalizzate [avremo fatto] molte migliaia,

    li rimescoleremo, per non conoscere (il totale),

    o perché nessun maligno possa gettar(ci) il malocchio,

    sapendo che è così grande il numero dei baci [che c’è tanto di baci].

    Ma il cuore non ascolti le ragioni

    Questo nostro amore, vita mia

    lo prospetti felice

    destinato a durare per sempre.

    Dei del cielo, fate voi che lei dica il vero,

    che lo prometta sincera e dal cuore,

    che si possa per tutta la vita

    mantener questo patto inviolabile.

    Povero Catullo, smettila di illuderti!

    Povero Catullo, smettila di illuderti!

    Ciò che è perso – e lo sai – è perso: ammettilo.

    Giorni di luce i tuoi, un lampo lontano,

    quando correvi dove la tua fanciulla ti chiamava,

    lei amata come nessuna sarà mai.

    Quanta allegria, allora: quanti giochi

    volevi, e lei accettava.

    Davvero un lampo lontano, quei giorni.

    Ora non vuole più: e tu devi accettare.

    Non seguirla, se fugge, e non chiuderti alla vita:

    resisti, con tutte le tue forze.

    Addio, fanciulla. Catullo è forte:

    non verrà a cercarti, non ti pregherà, se tu non vuoi.

    Ma tu, senza le sue preghiere, soffrirai.

    Ah, infelice, che vita ti rimane?

    Chi ti vorrà? A chi sembrerai bella?

    Chi amerai? A chi morderai le labbra?

    Ma tu, Catullo, non cedere, resisti.

    Lesbia incessantemente

    Lesbia incessantemente impreca contro

    di me: ma Lesbia mia ama mi ama mi ama.

    La prova? Che io faccio come lei:

    la insulto sempre, e follemente l’amo.

    Solo con me

    Solo con me, sostiene la mia donna,

    l’amor farebbe; nemmeno con Giove.

    Ma ciò che dice una donna all’amante

    fugge nel vento ed è scritto sull’acqua.