Le più belle poesie d’amore di Charles Baudelaire

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    Le più belle poesie d’amore di Charles Baudelaire

    In questo post voglio presentarvi le più belle poesie d’amore di Charles Baudelaire, poeta tormentato, visionario e infelice che non si ispirò mai a nessuna scuola, ma da indipendente cantò sentimenti romantici, attraverso forme di espressione inedite che riflettevano le sensazioni del mondo inconscio.

    Charles Baudelaire è il poeta che interpretò l’amore come il bisogno di uscire da se stessi. Ma nella sua concezione più autentica l’amore è anche un vampiro, una perdizione satanica e maledetta. Fu proprio attraverso l’amore, così come attraverso l’Arte, che per tutta la vita Baudelaire cercò di vincere il suo ennui, lo spleen fatto di tristezza e di disperazione che gli impediva di vivere attivamente il suo tempo.

    Il Vampiro

    Tu che t’insinuasti come lama

    nel mio cuore gemente; tu che forte

    come un branco di démoni venisti

    a fare, folle e ornata del mio spirito

    umiliato il tuo letto e il tuo regno – infame

    a cui, come il forzato alla catena,

    sono legato, come alla bottiglia

    l’ubriacone, come alla carogna

    i vermi, come al gioco l’ostinato

    giocatore – che tu sia maledetta!

    Ho chiesto alla fulminea spada, allora,

    di conquistare la mia libertà;

    ed il veleno perfido ho pregato

    di soccorrere me vile. Ahimè, la spada

    ed il veleno, pieni di disprezzo,

    m’han detto: ‘Non sei degno che alla tua

    schiavitù maledetta ti si tolga,

    imbecille! – una volta liberato

    dal suo dominio, per i nostri sforzi,

    tu faresti rivivere il cadavere

    del tuo vampiro, con i baci tuoi!’

    Ti adoro

    T’adoro al pari della volta notturna,

    o vaso di tristezza, o grande taciturna!

    E tanto più t’amo quanto più mi fuggi,

    o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,

    ironicamente accumulare la distanza

    che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

    Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto

    come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,

    fiera implacabile e cruda, sino la freddezza

    che ti fa più bella ai miei occhi.

    Profumo esotico

    Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,

    respiro il profumo del tuo seno ardente,

    vedo scorrere rive felici che abbagliano

    i fuochi di un sole monotono;

    una pigra isola in cui la natura

    esprime alberi bizzarri e frutti saporosi,

    uomini dal corpo snello e vigoroso

    e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.

    Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano,

    vedo un porto pieno d’alberi e di vele

    ancora affaticati dall’onda marina,

    mentre il profumo dei verdi tamarindi

    che circola nell’aria e mi gonfia le narici,

    si mescola nella mia anima al canto dei marinai.

    Il serpente che danza

    O quant’amo vedere, cara indolente,

    delle tue membra belle,

    come tremula stella rilucente,

    luccicare la pelle!

    Sulla capigliatura tua profonda

    dall’acri essenze asprine,

    odorosa marea vagabonda

    di onde turchine,

    come un bastimento che si desta

    al vento antelucano

    l’anima mia al salpare s’appresta

    per un cielo lontano.

    I tuoi occhi in cui nulla si rivela

    di dolce né d’amaro

    son due freddi gioielli, una miscela

    d’oro e di duro acciaro.

    Quando cammini cadenzatamente

    bella nell’espansione,

    si direbbe, al vederti, che un serpente

    danzi in cima a un bastone.

    Il gatto

    Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;

    trattieni le unghie della zampa,

    e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati

    di metallo e d’agata.

    Quando le dita indugiano ad accarezzare

    la tua testa e il dorso elastico

    e la mano s’inebria del piacere di palpare

    il tuo corpo elettrico,

    vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo

    come il tuo, amabile bestia,

    profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,

    e, dai piedi fino alla testa,

    un’aria sottile, un minaccioso profumo

    circolano attorno al suo corpo bruno.