Le più belle poesie d’amore di Elizabeth Barrett Browning

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    Le più belle poesie d’amore di Elizabeth Barrett Browning

    Oggi volevo presentarvi alcune tra le più belle poesie d’amore di Elizabeth Barrett Browning, poetessa inglese di straordinario ingegno e profonda sensibilità.

    Visse una passione travolgente col poeta Robert Browning, ma essendo il padre di Elizabeth fieramente contrario alle loro nozze, si sposarono di nascosto e fuggirono insieme a Firenze dove vissero in un appartamento a Palazzo Guidi, divenuto oggi il museo di Casa Guidi, dedicato alla loro memoria.

    In quanti modi ti amo?

    In quanti modi ti amo? Fammeli contare.

    Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all’altezza

    Che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile

    Agli scopi dell’Esistenza e della Grazia ideale.

    Ti amo al pari della più modesta necessità

    Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.

    Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;

    Ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.

    Ti amo con la passione che gettavo

    Nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.

    Ti amo di un amore che credevo perduto

    Insieme ai miei perduti santi, – ti amo col respiro,

    I sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! – e, se Dio vorrà,

    Ti amerò ancora di più dopo la morte.

    Se devi amarmi, per null’altro sia

    se non che per amore

    Se devi amarmi, per null’altro sia

    se non che per amore.

    Mai non dire:

    “L’amo per il sorriso,

    per lo sguardo,

    la gentilezza del parlare,

    il modo di pensare

    così conforme al mio,

    che mi rese sereno un giorno”.

    Queste son tutte cose

    che posson mutare,

    Amato, in sé o per te, un amore

    così sorto potrebbe poi morire.

    E non amarmi per pietà di lacrime

    che bagnino il mio volto.

    Può scordare il pianto

    chi ebbe a lungo

    il tuo conforto, e perderti.

    Soltanto per amore amami

    e per sempre, per l’eternità.

    XXII sonetto

    Quando forti e diritte le nostre anime

    si stringono in silenzio sempre più vicine,

    finché le punte ricurve delle loro ali

    aperte prendono fuoco, quale amaro

    torto può farci la terra per impedirci

    d’essere a lungo felici? Pensa! Mentre

    saliamo in alto, gli angeli, incalzandoci,

    sfere d’oro di canto perfetto vorrebbero

    far cadere nel nostro profondo e caro

    silenzio. Ma, amore, restiamo sulla terra

    dove l’avverso, indegno umore degli umani

    fugge gli spiriti puri, li isola e consente

    un luogo dove stare, amare per un giorno,

    con l’ombra e l’ora della morte intorno.