Le più belle poesie d’amore di Garcia Lorca

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    Le più belle poesie d’amore di Garcia Lorca

    Oggi desidero presentarvi alcune tra le più belle poesie d’amore di Garcia Lorca, poeta spagnolo tra i più sensibili e delicati del novecento. Garcia Lorca si fa interprete soprattutto dell’amore disperato, di un sentimento assoluto e totalizzante, che vive con sensualità, ma anche con struggente tenerezza.

    La somma della sua poetica è tutta condensata nella frase ‘Ah che fatica mi costa Amarti come ti amo!‘ La sua tragica morte in evidente contrasto col l’amore per la vita, la bellezza e la poesia che per tutta l’esistenza lo accompagnarono, ha contribuito a renderlo immortale.

    La mia felice bocca

    La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole

    le tue labbra che baciando mi benedicono,

    le tue dita care voglio tenere

    e giocando congiungerle con le mie dita,

    saziare il mio assetato sguardo col tuo,

    avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli

    Come son pesanti i giorni

    Come son pesanti i giorni,

    A nessun fuoco posso riscaldarmi,

    non mi ride ormai nessun sole,

    tutto è vuoto,

    tutto è freddo e senza pietà,

    ed anche le care limpide stelle

    mi guardano senza conforto,

    da quando ho appreso nel mio cuore,

    che anche l’amore può morire.

    Giaccio da solo nella casa silenziosa

    Giaccio da solo nella casa silenziosa,

    la lampada è spenta,

    e stendo pian piano le mie mani

    per afferrare le tue,

    e lentamente spingo la mia fervente bocca

    verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi

    - e all’improvviso son sveglio,

    ed intorno a me la fredda notte tace,

    luccica nella finestra una limpida stella -

    o tu, dove sono i tuoi capelli biondi,

    dov’è la tua dolce bocca?

    Ora bevo in ogni piacere la sofferenza

    e veleno in ogni vino;

    mai avrei immaginato che fosse tanto amaro

    essere solo

    essere solo e senza di te!

    Potessero le mie mani sfogliare

    Potessero le mie mani sfogliare

    Pronunzio il tuo nome

    nelle notti scure,

    quando sorgono gli astri

    per bere dalla luna

    e dormono le frasche

    delle macchie occulte.

    E mi sento vuoto

    di musica e passione.

    Orologio pazzo che suona

    antiche ore morte.

    Pronunzio il tuo nome

    in questa notte scura,

    e il tuo nome risuona

    più lontano che mai.

    Più lontano di tutte le stelle

    e più dolente della dolce pioggia.

    T’amerò come allora

    qualche volta? Che colpa

    ha mai questo mio cuore?

    Se la nebbia svanisce,

    quale nuova passione mi attende?

    Sarà tranquilla e pura?

    Potessero le mie mani

    sfogliare la luna!

    Vorrei sedermi vicino a te in silenzio

    Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,

    ma non ne ho il coraggio: temo che

    il mio cuore mi salga alle labbra.

    Ecco perche’ parlo stupidamente e nascondo

    il mio cuore dietro le parole.

    Tratto crudelmente il mio dolore per paura

    che tu faccia lo stesso.

    Il mio cuscino mi guarda di notte

    con durezza come una pietra tombale;

    non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse

    essere solo

    e non essere adagiato nei tuoi capelli.

    Non è il tuo amore che voglio

    Non è il tuo amore che voglio

    voglio soltanto saperti vicina

    e che muta e silenziosa

    di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.