More uxorio: la tutela delle coppie di fatto

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    More uxorio: la tutela delle coppie di fatto

    Molte coppie decidono liberamente di andare a convivere, altre sono costrette perché gli viene, per motivi di sesso o di precedenti matrimoni ancora validi, legalmente vietata l’unione civile o religiosa: a livello sentimentale la situazione non cambia molto e l’impegno reciproco è lo stesso ma qual è la situazione per quanto riguarda la tutela?

    L’atteggiamento legislativo nel nostro ordinamento rispetto ai rapporti more uxorio si sta gradualmente evolvendo sotto questo punto di vista anche se la strada da fare resta ancora lunga. Uno spartiacque fondamentale è rappresentato da una recente sentenza della Corte di Cassazione che, seppur indirettamente, legittima le coppie di fatto. Il caso era quello del ricorso di un immigrato, accusato di violenze a abusi in famiglia: la difesa aveva puntato sull’assenza del vincolo familiare per sottrarre, con un evidente escamotage interpretativo, il proprio assistito alla giusta pena. Le motivazioni della sentenza invece non lasciano adito a dubbi sul punto: ‘Alla famiglia deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo’. Ne emerge chiaramente una concezione del nucleo familiare diversa da quello tradizionale. Se il rapporto tra due persone che convivono presenta molti punti su cui riflettere la situazione si fa poi inevitabilmente più delicata qualora ci siano dei figli. Anche in questo caso una sentenza della Corte di Cassazione, emessa il 18 Giugno 2010, è illuminante: viene infatti chiaramente stabilito che tra i figli legittimi, e quelli nati da una convivenza more uxorio, non c’è alcuna differenza riguardo agli assegni familiari. Si tratta senza dubbio di un’interpretazione moderna dell’art 29 della Costituzione che definisce letteralmente la famiglia come una società basata sul vincolo del matrimonio.