Pablo Neruda: le più belle poesie d’amore

da , il

    Pablo Neruda: le più belle poesie d’amore

    Pablo Neruda, grande poeta cileno scomparso nel 1973, ha scritto numerose poesie d’amore che hanno dato voce agli innamorati di tutto il mondo. Qualche mese fa vi avevo riproposto la bellissima poesia di Jaques Prevert Questo Amore e, visto che manca poco al giorno di San Valentino, vorrei ricordarvi alcune delle poesie più belle dell’autore sud americano. La scelta è stata difficile perché, come vi dicevo, molti sono i versi amorosi che Neruda ha scritto nel corso degli anni. In ogni caso spero che questi possano rappresentare anche un po’ anche il vostro amore. Perché tu possa ascoltarmi / Le mie parole / Si fanno sottili, a volte, / come impronte di gabbiani sulla spiaggia (Pablo Neruda).

    Il suo vero nome era Neftalí Reyes Basoalto, Pablo Neruda era il nome d’arte che utilizzò sempre. E’ stato un uomo molto attivo a livello letterario, ma anche a livello sociale e politico ricoprendo spesso incarichi di primo piano per il Cile e abbracciando animatamente l’ideologia comunista, in particolar modo diretta a criticare le diffuse dittature che fiorivano anche in Europa. Nel 1971 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.

    Nel 1952, Neruda visse per un periodo in una villa messagli a disposizione da Edwin Cerio a Capri, questo suo soggiorno è stato rappresentato da Massimo Troisi nel film Il Postino del 1994.

    Di seguito tre bellissime poesie d’amore firmate dall’autore cileno, che potrebbero tornarvi utili per il prossimo San Valentino.

    Sonetto XVII di Pablo Neruda

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima. T’amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T’amo senza sapere come, né quando, né da dove, t’amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

    Per il mio cuore di Pablo Neruda

    Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali. Dalla tua bocca arriverà fino al cielo ciò che stava sopito sulla mia anima. E’ in te l’illusione di un giorno. Giungi come rugiada sulle corolle. Scavi l’orizzonte con la tua assenza, Eternamente in fuga come l’onda. Ho detto che cantavi nel vento come i pini e come gli alberi maestri delle navi. Come quelli sei alta e taciturna. E di colpo ti rattristi, come un viaggio. Accogliente come una vecchia strada. Ti popolano echi e voci nostalgiche. Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono gli uccelli che dormivano nella tua anima.

    Perchè tu possa ascoltarmi di Pablo Neruda

    Perché tu possa ascoltarmi Le mie parole Si fanno sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia. Collana, sonaglio ebbro Per le tue mani dolci come l’uva. E le vedo ormai lontane le mie parole. Più che mie sono tue. Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico. Così si aggrappano alle pareti umide. E’ tua la colpa di questo gioco cruento. Stanno fuggendo dalla mia buia tana. Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi. Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi, e più di te sono abituate alla mia tristezza. Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti Perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato. Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle. Tempeste di sogni possono talora abbatterle. Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente. Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche. Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi. Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia. Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole. Tutto ti prendi tu, tutto. E io le intreccio tutte in una collana infinita Per le tue mani bianche, dolci come l’uva.