Picchiare l’amante diventa maltrattamento in famiglia

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    Picchiare l’amante diventa maltrattamento in famiglia

    Il reato di maltrattamenti in famiglia è stato esteso dalla moglie all’amante. Questo vuol dire, che da ora, anche chi picchia o comunque maltratta l’amante potrà essere accusato di maltrattamenti in famiglia e dovrà pagare per questo.

    Perché se per qualcuno il tradimento è occasionale, per qualcun’altro l’infedeltà coniugale finisce molte volte per trasformarsi in una relazione stabile. Proprio da questo prende le mosse la sentenza n. 7929 del 1°Marzo 2011 con la quale la VI Sezione della Suprema Corte ha esteso il reato di maltrattamento in famiglia, e la conseguente pena, anche ad una relazione adulterina.

    I giudici, infatti, hanno rigettato il ricorso di un amante manesco, con tanto di condanna alle spese, confermando la sentenza del tribunale di Messina. Custodia cautelare in carcere dunque per l’uomo che ha malmenato la sua amante procurandogli volontariamente delle lesioni.

    Secondo la difesa non esistevano i presupposti del reato di maltrattamenti in famiglia in quanto il loro assistito conviveva con moglie e figli nell’abitazione coniugale e la sua relazione non avrebbe mai avuto le caratteristiche di ‘uno stabile rapporto di comunità familiare‘ tale da determinare quei reciproci rapporti e obblighi di solidarietà e assistenza che sono elementi costitutivi del delitto contestato.

    Di altro avviso i giudici della Suprema Corte che motivano il rigetto spiegando che il carattere di stabilità del rapporto extraconiugale risulta essere rilevante ai fini dell’attribuzione del reato.

    La sentenza non può che trovare piena accoglienza presso l’opinione pubblica, un’amante, infatti, non ha meno diritti rispetto ad una moglie di essere tutelata nei confronti della violenza di un uomo, sia che abbia deciso di sposarlo, sia – bontà sua – che se ne sia guardata bene!