Restare single è più pericoloso di un disastro nucleare?

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    Restare single è più pericoloso di un disastro nucleare?

    In questo ultimo periodo, soprattutto dopo la tragedia che ha colpito il Giappone dopo la catastrofe di Fukushima, si parla spesso delle conseguenze sull’uomo delle centrali nucleari. Eppure c’è ancora chi sminuisce il problema: la faccenda è più grave se a farlo è un personaggio politico. Mentre il nostro Presidente del consiglio ironizza sull’omosessualità il Ministro turco per l’energia, Taner Yildiz, se la prende con i single. Le sue dichiarazioni in tv hanno scioccato l’opinione pubblica: secondo la sua teoria restare single è una prospettiva più grave che essere vittima di un incidente nucleare.

    Secondo quanto da lui sostenuto non riuscire a trovare l’anima gemella ha effetti negativi sulla salute neppure paragonabili a quelli di una fusione nucleare. L’audace ministro non si trattiene dal supportare con i dati la sua teoria: l’aspettativa di vita dei cuori solitari è di ben sei anni inferiore a quella delle persone sposate, mentre le persone che risiedono nelle vicinanze di un impianto nucleare vivono statisticamente 43 minuti in meno rispetto a chi abita lontano da una centrale elettrica. Insomma è l’amore il segreto della longevità? Ma Yildiz non allerta solo i single: ‘La malattia di cuore riduce l’aspettativa di vita di 2.100 giorni, il fumo di 2,3 anni, la povertà di 700 giorni, 130 giorni l’alcol’. Ma c’è un fattore che evidentemente i suoi dati non hanno considerato: essere single può essere una scelta, la stessa possibilità dovrebbe essere data ai cittadini per quanto riguarda l’eventuale installazione di centrali nucleari. E inoltre: è davvero importante quanto a lungo si vive o piuttosto la qualità degli anni vissuti?