Saffo: le più belle poesie d’amore della poetessa greca

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    Saffo: le più belle poesie d’amore della poetessa greca

    Chi di noi non ha letto almeno una volta una poesia d’amore di Saffo, la poetessa dell’antica Grecia? Ci sarà capitato almeno una volta a scuola tra un Catullo e un filosofo. Se non ve le ricordate vi consiglio di dare un occhio qui, ecco una selezione di poesie d’amore scritte della passionale penna dell’aristocratica, sentimentale e sincera poetessa. Saffo visse a cavallo tra il 600 ed il 500 a.C. nacque nell’isola di Lesbo e molte delle sue poesie sono arrivate fino a noi. Poche erano le poetesse a quel tempo, Saffo era un’eccezione.

    Le sue poesie d’amore sono spesso riferite all’amore che la poetessa provava per una donna, anche per questo è famosa per essere la prima poetessa lesbica (il termine infatti deriva dal nome della città in cui Saffo nacque). Qui di seguito vi riporto alcune tra le poesie più famose in cui si parla di passione di Afrodite di Elena e poi un’ultima poesia in cui la poetessa manifesta la sua passione/gelosia per una donna che si innamora di un uomo. Una poetessa più che attuale da leggere assolutamente.

    Poesie d’amore di Saffo

    Passione d’amore

    Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto

    ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente

    i dolci detti e l’amoroso canto!

    A me repente,

    con più tumulto il core urta nel petto:

    more la voce, mentre ch’io ti miro,

    su la mia lingua nelle fauci stretto

    geme il sorriso.

    Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:

    un indistinto tintinnio m’ingombra

    gli orecchi, e sogno: mi s’innalza al gaurdo

    torbida l’ombra.

    E tutta molle d’un sudor di gelo,

    e smorta in viso come erba che langue,

    tremo e fremo di brividi, ed anelo

    tacito, esangue.

    Eros ha scosso la mia mente

    Eros ha scosso la mia mente

    come il vento che giù dal monte

    batte sulle querce.

    Dolce madre, non posso più tessere la tela

    domata nel cuore dall’amore di un giovane:

    colpa della soave Afrodite.

    Sei giunta, ti bramavo,

    hai dato ristoro alla mia anima

    bruciante di desiderio.

    Afrodite

    Afrodite immortale dal trono variopinto

    figlia di Zeus, insidiosa, ti supplico,

    non distruggermi il cuore di disgusti,

    Signora, e d’ansie,

    ma vieni qui, come venisti ancora,

    udendo la mia voce da lontano,

    e uscivi dalla casa tutta d’oro

    del Padre tuo:

    prendevi il cocchio e leggiadri uccelli veloci

    ti portavano sulla terra nera

    fitte agitando le ali giù dal cielo

    in mezzo all’aria,

    ed erano già qui: e tu, o felice,

    sorridendo dal tuo volto immortale,

    mi chiedevi perché soffrissi ancora,

    chiamavo ancora,

    che cosa più di tutto questo cuore

    folle desiderava: “chi vuoi ora

    che convinca ad amarti? Saffo,dimmi,

    chi ti fa male?

    Se ora ti sfugge, presto ti cercherà,

    se non vuole i tuoi doni ne farà,

    se non ti ama presto ti amerà,

    anche se non vorrai”.

    Vieni anche adesso, toglimi di pena.

    Ciò che il cuore desidera che avvenga,

    fà tu che avvenga. Sii proprio tu

    la mia alleata.

    La cosa più bella

    Alcuni dicono che la cosa più bella sulla nera terra sia

    un esercito di cavalieri, altri di fanti

    altri di navi, io invece quello di cui

    uno è innamorato.

    È semplicissimo rendere comprensibile

    ciò a ognuno: infatti colei che superò di molto

    gli uomini in bellezza, Elena, dopo aver abbandonato

    il marito valoroso,

    se ne andò a Troia per mare

    e non si ricordò affatto della figlia, né dei cari genitori,

    ma Cipride la travolse

    innamorata.

    ……

    ed ora mi fa ricordare Anattoria

    che non è qui,

    e vorrei vedere il suo amabile incedere

    e il raggiante splendore del volto

    più che i carri dei Lidi e i fanti

    che combattono in armi.

    Simile a un Dio

    Simile a un Dio mi sembra quell’uomo

    che siede davanti a te, e da vicino

    ti ascolta mentre tu parli

    con dolcezza

    e con incanto sorridi. E questo

    fa sobbalzare il mio cuore nel petto.

    Se appena ti vedo, sùbito non posso

    più parlare:

    la lingua si spezza: un fuoco

    leggero sotto la pelle mi corre:

    nulla vedo con gli occhi e le orecchie

    mi rombano:

    un sudore freddo mi pervade: un tremore

    tutta mi scuote: sono più verde

    dell’erba; e poco lontana mi sento

    dall’essere morta.

    Ma tutto si può sopportare…