Sperma lanciato dalle finestre del carcere, succede a Trieste

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    Sperma lanciato dalle finestre del carcere, succede a Trieste

    Liquido seminale raccolto in guanti dai detenuti e lanciato alle donne attraverso le finestre per metterle incinte. Succede nel penitenziario Coroneo di Trieste, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia dove la sezione femminile e quella maschile sono ospitate nello stesso edificio.

    Pur di diventare mamme e uscire così dal carcere le detenute hanno fatto questa richiesta ai colleghi maschi, che si sono mostrati disponibili ad assecondare l’originale richiesta.

    Una volta ottenuto il guanto con lo speciale regalo generosamente elargito dai detenuti maschi, le donne hanno tentato di introdurlo nel proprio corpo attraverso una sorta di fecondazione artificiale fai da te sperando di restare incinte e di uscire quindi dal Coroneo usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino.

    Pare che lo scambio si effettui durante l’ora d’aria. Tra uomini e donne all’interno del Coroneo non avvengono mai contatti diretti. Possono però comunicare dalle finestre che si affacciano sullo stesso cortile. Due punti di contatto che non sono passati inosservati alle recluse.

    Il piano – come riportato dal giornale Il Piccolo funziona così: dalle finestre delle celle, da dietro le sbarre, la detenuta con inequivocabili gesti avanza la richiesta a questo o quel detenuto scelto con chissà quali criteri di complicità: significa che lei nel giro di pochi minuti, assieme alle compagne di sezione, verrà portata in cortile. Poi qualcuno, con un urlo o con un’imprecazione, distrae gli agenti della polizia penitenziaria incaricati di sorvegliare quanto accade in cortile. Ed è in quel preciso istante che il recluso getta dalla finestra un guanto al cui interno è contenuto il liquido seminale. In alcuni casi i reclusi hanno anche tentato di passare alle donne gli involucri calandoli dalle finestre e utilizzando dei sottili fili di tessuto recuperati nel laboratorio dove si tengono anche le lezioni di taglio, cucito e maglieria. La donna che aspetta la donazione a quel punto intercetta il pacchetto e chiede di andare in bagno accampando un’urgenza, o tenta di nascondersi in un luogo appartato‘.