Stupratori condannati alla castrazione: il comitato europeo si oppone

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    Stupratori condannati alla castrazione: il comitato europeo si oppone

    La violenza sulle donne non conosce tregua e la questione delle preistoriche mutilazioni genitali femminili sono ancora una terribile realtà, nonostante ciò c’è chi sceglie di pensare ad altro portando avanti una battaglia contro la castrazione chirurgica degli stupratori. Il comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura si schiera contro la pratica che Germania e Repubblica Ceca riservano agli autori di reati a sfondo sessuale. L’istituzione europea, che si occupa di salvaguardare i diritti umani, ritiene che il trattamento vada oltre il concetto di umanità.

    Il CPT parla di tortura anche nel caso in cui ci sia il consenso di chi vi si sottopone: si tratta di una vera e propria mutilazione genitale permanente. La Germania, uno dei due paesi in cui viene tuttora praticata, ritiene invece che sia una valida soluzione per alleviare le sofferenze prodotte da impulsi sessuali anormali ed incontrollabili.

    Nulla a che vedere con la castrazione chimica, dagli effetti reversibili e dalla dubbia efficacia.

    In Germania la pratica, che è stata introdotta nel lontano 1969, è applicabile soltanto a soggetti aventi più di 25 anni e che abbiano avuto un parere positivo da parte di un medico.

    Nonostante sia a tutti gli effetti poco praticata, per il CPT è un trattamento del tutto inammissibile poiché priva in maniera irreversibile il soggetto della sua identità sessuale e della capacità di procreare.

    Ciò detto non è conforme alle norme internazionali, si tratta in altre parole di pure mutilazioni genitali, niente di diverso dal taglio delle mani ai ladri in quei paesi che non vengono comunemente considerati civili. Una simile barbarie non può esistere nel nuovo millennio, all’interno dei confini dell’Unione Europea‘.

    Ancora una volta si tenta di difendere i diritti di chi ha violato il corpo e l’anima di una donna, anziché tutelare quelli delle donne violentate. In altre parole: la castrazione chirurgica eseguita sugli stupratori è paragonabile ad una mutilazione genitale, mentre l’infibulazione su di una bambina innocente di otto anni, no?