Uomini e donne sono davvero due mondi opposti?

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    Uomini e donne sono davvero due mondi opposti?

    Gli uomini e le donne sono due mondi paralleli che il sentimento spinge ad incontrarsi. Le diversità sono così tante da sembrare a volte insormontabili eppure è impossibile cancellare l’attrazione tra queste due realtà. Ma perché siamo così diversi? Perché in una coppia le situazioni si ricreano come in un copione e la donna si lamenta delle stesse cose pur con uomini differenti (e viceversa)? Secondo alcuni dottori la diversità tra i generi risiede negli ormoni.

    Altri studi hanno invece evidenziato il ruolo del cervello nell’origine di tali caratteristiche speculari: in sintesi la donna svilupperebbe maggiormente l’area cerebrale deputata alla funzione di memoria e della formazione dei ricordi, ovvero l’ippocampo. Nell’uomo invece predomina l’amigdala, con conseguente difficoltà a tenere a freno gli istinti. Che sia un fatto fisico, psicologico o sociale sta di fatto che uomini e donne sono irrimediabilmente diversi: lo si vede nelle cose più importanti ma soprattutto nei piccoli gesti della vita quotidiana. Queste osservazioni hanno portato alla nascita di luoghi comuni ma è innegabile che alcune differenze legate al sesso sono molto divertenti nel loro realismo. Pensate al modo di affrontare la questione dei soldi, del lavoro, del calcio, dello shopping etc. Una donna forse non capirà mai il fuorigioco passivo (io lo conosco ragazze quindi per approfondimenti chiedete pure) così come un uomo non condividerà mai l’emozione di entrare in un negozio di Gucci con i saldi. Una donna non ricorderà mai chi ha vinto la finale degli Europei di qualche decennio fa, così come un uomo probabilmente non ricorderà la data del vostro anniversario (si è vero lo sforzo mnemonico richiesto è diverso ma ricordate? Siamo noi ad avere l’ippocampo più sviluppato!). Insomma alcune differenze non hanno tempo e le generazioni future probabilmente ancora ne parleranno, ne discuteranno e ne rideranno. Non c’è soluzione: forse tra qualche decennio qualche mia pronipote scriverà un articolo simile!