Vita sessuale più soddisfacente per i non credenti

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    Vita sessuale più soddisfacente per i non credenti

    I non credenti hanno una vita sessuale più soddisfacente e sono più disposti a discutere le loro fantasie sessuali rispetto agli osservanti. E’ quanto emerge da una ricerca chiamata Sex and secularism, condotta su oltre 14mila e 500 individui dagli psicologi Darrel Ray e Amanda Brown, della Kansas University.

    Esaminando i dati a disposizione, i ricercatori hanno rilevato che i Mormoni occupano la prima posizione nella ‘scala di colpa sessuale‘, vale a dire sono quelli col maggior senso di colpa derivante dall’attività sessuale. Il loro punteggio medio, infatti, è di 8,19 su 10. Sono seguiti a ruota da Testimoni di Geova, i Pentecostali, Avventisti del Settimo Giorno, e Battisti. I Cattolici hanno valutato i loro livelli di colpa sessuale a 6,34, mentre i Luterani a 5,88.

    La situazione è molto diversa quando abbiamo a che fare con soggetti non credenti: gli atei e gli agnostici si sono classificati rispettivamente con un 4,71 e un 4,81. Tra coloro che hanno dichiarato di essere cresciuti in un ambiente molto religioso, il 22,5 per cento ha ammesso di sentirsi umiliato o ridicolizzato nel masturbarsi, rispetto a solo il 5,5 per cento delle persone con scarsa o assente religiosità. Il 79,9 per cento dei credenti, inoltre, ha dichiarato di sentirsi in colpa per una specifica attività o desiderio sessuale, cosa che invece riguarda solo il 26,3 per cento degli atei.

    Ma non per questo i religiosi debbono scoraggiarsi, a quanto pare chi per circostanze della vita si è ritrovato a smarrire la fede ed è diventato ateo ha riportato un miglioramento significativo della propria soddisfazione sessuale. Lungi dall’essere una battuta di spirito, dalle interviste tale ‘miglioramento‘ è stato riscontrato in quasi 8 atei sopraggiunti su 10.

    In conclusione questa ricerca mette in luce due dati significativi: il primo è che perdere la fede aiuta a migliorare la sfera sessuale, invece, il secondo suggerisce che avercela la condiziona parecchio per il senso di colpa inevitabile che accompagna qualsiasi attività relativa al mondo dell’eros.