Acqua profumata, come si differenzia dal profumo e quando sceglierla

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    Acqua profumata, come si differenzia dal profumo e quando sceglierla

    Nella scala dell’intensità dei profumi l’acqua profumata è al primo gradino: nella bottiglietta infatti è contenuta una goccia di essenza (che va dal 3 al 5%) e per il resto si tratta semplicemente di acqua distillata, eventualmente con l’aggiunta di pochissimo alcol. Questa composizione naturale la rende molto leggera ma al tempo stesso anche meno persistente rispetto ad un normale profumo. A questa formula base si possono poi aggiungere altre componenti, come ad esempio agenti idratanti per rendere la pelle più liscia e vellutata, elementi illuminanti per conferirle un effetto brillantezza, rinfrescanti per le pelli accaldate etc.

    E sicuramente più che a profumare questo tipo di acqua serve a rinfrescare con una fragranza: l’acqua profumata infatti si chiama anche ‘splash’ proprio in riferimento alla sensazione di freschezza che dà al corpo, simile appunto a quella di un tuffo. Quello che caratterizza l’acqua profumata è una fragranza leggera, spesso perfino unisex, mai troppo forte. E’ una scelta casual e rappresenta un pezzo immancabile nel nostro bagno, un po’ come un paio di jeans nell’armadio. Quando si usa? Certamente non è la scelta ideale per una cena elegante: gli utilizzi migliori sono prima della palestra o dopo una doccia per rinfrescare e dare una profumata energia al corpo. Le acque profumate sono perfette in estate: la versione no alcol è perfetta anche sotto il sole. Ne esistono alcuni tipi specifiche per capelli. Ma forse non tutte sanno che le acqua aromatizzate sono perfette da vaporizzare nell’ambiente per dare un tocco di fragranza a tende, cuscini e divani.