Biofiller: cosa sono e a cosa servono

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    Biofiller: cosa sono e a cosa servono

    Sempre più spesso si parla dei biofiller, ma cosa sono e a cosa servono? La parola biofiller, composta da biologico e filler, dunque, riguarda un materiale naturale che, una volta iniettato nella sede che gli è stata destinata, non fa altro che stimolare la vitalità delle cellule. Il termine non può essere ricondotto semplicemente a un unico materiale o un unico trattamento; piuttosto racchiude categorie intere di materiali e trattamenti. Entrando nello specifico della chirurgia plastica, il termine indica un materiale iniettivo ricavato dall’organismo stesso del ricevente.

    TIPOLOGIE DI BIOFILLER

    Biofiller derivante dal tessuto adiposo

    Nel tessuto adiposo c’è un numero infinito di cellule vitali. Di queste alcune hanno una particolare capacità volumizzante, altre, sono invece in grado di stimolare le attività delle cellule vicine. Fra queste, le cellule mesenchimali staminali che riescono a regolare il sistema immunitario e le capacità antinfiammatorie.

    Il tessuto adiposo può essere fonte di biorivitalizzazione attraverso la sua iniezione, dopo opportuno trattatamento. La procedura di prelievo si esegue quasi sempre in anestesia locale, con una durata di circa 40 minuti.

    A cosa serve

    Questo biofiller viene impiegato per aumentare il volume delle labbra, delle sopracciglia, della guance, degli zigomi e della mandibola. L’iniezione di frazioni di tessuto adiposo, al di sotto della cute, con aghi molto sottili serve a stimolare le cellule presenti a produrre una quantità di collagene maggiore e velocizzare il ricambio cellulare. È una validissima alternativa ai filler volumizzanti a base di acido ialuronico e collagene, oltre che un eccellente soluzione di ringiovanimento cutaneo.

    Biofiller derivante dal sangue

    Si tratta di un gel biologico ottenuto unendo insieme due elementi del sangue: il plasma fecondo di piastrine, contenente fra l’altro anche fondamentali fattori di crescita, e la trombina, che fa da reagente. Sono proprio i fattori di crescita delle piastrine che favoriscono la comparsa di nuovi vasi e la sintesi del collagene e dell’acido ialuronico. La tecnica consiste in un prelievo di sangue periferico a livello ambulatoriale. Il sangue viene poi centrifugato per riuscire ad avere un liquido concentrato di piastrine. La conseguenza è una maggiore produzione di collagene e di nuove cellule.

    Come viene impiegato

    Il fluido è iniettato con un ago molto sottile nella cute di viso, collo, decolleté, parte interna delle braccia e mani. La tecnica di iniezione somiglia molto a quella impiegata per la biostimolazione classica con acido ialuronico; eseguita, anche quest’ultima, con un ago sottilissimo e tecnica cosiddetta a microponfi. La seduta dura circa 30 minuti, da fare senza anestesia e va ripetuta ogni 3-4 mesi.

    In entrambi i casi, oltre a manifestarsi un effetto filler istantaneo, si ha una progressiva produzione di collagene, con un conseguente miglioramento dell’aspetto cutaneo e ringiovanimento dello stesso. Questa tecnica è consigliabile sia per le pelli giovani, in qualità di prevenzione, sia per le pelli mature come trattamento d’urto contro l’invecchiamento cutaneo. Possiamo quindi parlare di nuove frontiere della chirurgia estetica.