Difetti che piacciono alla moda: il sorriso a denti larghi

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    Difetti che piacciono alla moda: il sorriso a denti larghi

    Dopo tanta spasmodica ricerca della perfezione, l’imprevedibile macchina della moda inverte bruscamente la tendenza e propone, inaspettatamente, un nuovo modello di bellezza all’insegna della naturalità, dell’originalità, della quotidianità. Un’autentica rivoluzione che coinvolge in primo linea il sorriso: i denti perfetti, i sorrisi smaglianti non piacciono più, hanno perso il vigore e il fascino, meglio se gli incisivi sono leggermente divaricati, sporgenti, come quelli di Georgia Jagger o quelli delle giovani modelle come Lindsey Wixson o Lara Stone, tutte con un personalissimo sorriso, potremo dire, a denti larghi.

    L’originalità, il particolare che fino a ieri era un difetto, come la fessura tra due denti, può trasformarsi nella migliore arma di seduzione, l’alleato numero uno della nostra bellezza. Lo dice la moda, quindi possiamo andare sicure e orgogliose, finalmente, dei nostri denti larghi che fino a ieri rappresentavano fonte di disagio. Gli stilisti nelle ultime passerelle hanno esplicitamente scelto delle rappresentanti di una bellezza differente, più vicine e naturali con un elemento caratteristico: il sorriso con diastema. Non più denti perfetti, allineati per un sorriso smagliante, ma bocche normali, di ragazze semplici, magari con qualche imperfezione da mostrare e su cui puntare, qualcosa che esprima carattere e originalità. E’ bastata una fessura tra i denti, mostrata con più insistenza, per far scatenare una vera e propria moda. Negli Usa dilaga già tra le più giovani il desiderio di fare proprio un difetto come quello delle giovani modelle. Centinaia sono le richieste presso dentisti per un diastema al centro del sorriso, divaricare un poco i denti per sentirsi diverse e più belle. Caccia aperta ai difetti, persino una cicatrice nel posto giusto, ben visibile, potrebbe bastare per distinguersi dalle altre, per apparire particolari con qualcosa che ci caratterizzi e ci renda uniche, inconfondibili. Una sorta di omologazione inversa, nella quale si rivendica la naturalità o l’originalità, proprio a partire dalle piccole imperfezioni.

    E pensare che fino a ieri avremmo fatto di tutto, pur di correggere il nostro sorriso, apparentemente, cosi disarmonioso.