Discriminazione lavoro e bellezza, donne troppo attraenti svantaggiate

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    Discriminazione lavoro e bellezza, donne troppo attraenti svantaggiate

    Siamo sempre alla ricerca del rossetto perfetto o del rimedio naturale ideale per la nostra pelle e il fine è evidente: essere e sentirci belle, senza troppi giri di parole, per sedurre o semplicemente per piacersi, ma nella vita in generale e durante la ricerca del lavoro in particolare, quanto conta la nostra bellezza? Un nuovo studio dichiara esattamente ciò che le femministe ribadivano a suo tempo, durante la ricerca di un lavoro l’uomo bello è avvantaggiato, la donna bella può vedersi danneggiata dalla sua stessa bellezza.

    Secondo gli economisti della Ben-Gurion University del Negev di Israele una donna normale ha più possibilità di venire richiamata dopo l’invio di curriculum con foto rispetto a una donna bella, lo studio ha inviato oltre 5.312 a 2.600 datori di lavoro, ogni candidato ha inviato due curriculum uno con foto e uno senza, i candidati erano sia uomini che donne, attraenti o meno.

    Alla fine, i candidati uomini attraenti hanno ottenuto la maggior parte dei colloqui, questo non vale per il gentil sesso che al contrario dei colleghi uomini ha ottenuto più colloqui solo nel caso di curriculum senza foto, anzi le donne attraenti sono state penalizzate.

    Addirittura nel caso di invio di curriculum diretto, quindi senza la intermediazione di agenzie di ricerca del personale, le donne attraenti hanno visto dimezzare le risposte rispetto a quelle che non hanno nemmeno inviato la foto.

    Andando poi a verificare cosa effettivamente valutava il datore di lavoro, questo ha dichiarato che nel caso di foto attraente maschile veniva percepita la fiducia del candidato oltre ad apparire presentabile, mentre nel caso di donna l’essere attraente veniva vissuto come un fattore negativo , suggerendo addirittura che la donna volesse comprare attraverso il suo aspetto.

    I ricercatori hanno concluso che la bellezza altera il processo di assunzione, le donne attraenti vengono eliminate molto prima rispetto a uomini attraenti o a donne definite normali, identificando in questo processo una discriminazione sul lavoro dove l’ago della bilancia è la tanto cercata bellezza.