Fish pedicure, cos’è la nuova mania tutta orientale

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    Fish pedicure, cos’è la nuova mania tutta orientale

    Molte di voi avranno sentito parlare della fish pedicure: ma cos’è la nuova mania tutta orientale? Il significato è proprio quello letterale, ovvero piedi morbidi e lisci usando un pesciolino. E’ una tendenza partita in estate in alcuni centri estetici italiani per tutte le donne che volevano sfoggiare piedi perfetti indossando sandali aperti e infradito. Ma pare che la fish pedicure andrà avanti anche in autunno.

    Attenzione però: se volete provarla recatevi un centro autorizzato. No alle imitazioni o ai fai da te in casa con i pesci rossi! Il pesce che viene utilizzato è il Garra Rufa, che si trova nelle tiepide acque turche di Kangal. E’ un pesce piccolo di colore grigio che si nutre di cellule epiteliali morte. In pratica aiuta a levigare i piedi togliendo lo strato superficiale di pelle secca: al tempo stesso libera un enzima con effetto rivitalizzante. Anche sul sito ufficiale del pesce dottore si legge che in commercio sono state messe molte imitazioni che però non hanno gli stessi effetti (la più pericolosa è una varietà asiatica Chin-Chin, che si nutre anche di pelle viva e quindi può causare piccole ferite).

    Dal Mar Morto questo peeling naturale è stato esportato in tutto il mondo già a partire dagli anni ’60 anche se il vero boom è stato da quest’estate. In Italia al momento sono ancora pochi i centri che la praticano e chi vuole provarla troverà più facilmente questo trattamento in alcuni ambulatori medici. In Svizzera la fish pedicure è vietata.

    Ma è un trattamento doloroso? Se vi affidate a dei professionisti assolutamente no: l’unica sensazione che sentirete durante la fish pedicure è un po’ di solletico ai piedi (che per alcune può essere a dire il vero una vera tortura per altre una sensazione di benessere!). Ogni seduta dura circa 30 minuti e può costare dai 35 ai 50 euro.