Permanente digitale, ai confini della realtà

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    Permanente digitale, ai confini della realtà

    Sta tornando il riccio, il boccolo, le passerelle sfoggiano acconciature da urlo dove il capello viene scolpito, trattato e fissato con grande maestria, ma se non amate i prodotti chimici avrete anche da tempo eliminato dalle cosa da fare la permanente. In sintesi se avete capelli lisci, dritti come spade, dovrete rinunciare a quei ricci lasciandoli sulle passerelle, salvo usare le tecniche in voga negli anni settanta che arricciavano e bruciavano il capello, o… la perm digital.

    La faccenda suona strana, lo ammetto, e a vedere la foto il mio primo pensiero è stato ‘Ma siamo impazzite?’ dove per siamo intendevo noi donne, la tecnica è giapponese, chiamata perm digital per la sofisticata tecnologia che la caratterizza, in sintesi riesce a ricreare qualsiasi tipo di texture sul capello attraverso un trattamento termico, onde, ricci e boccoli non hanno più alcun segreto.

    Non solo, questa tecnica dovrebbe, condizionale d’obbligo, essere più gentile nei confronti del mal capitato capello, pare che addirittura il capello dopo il trattamento appaia più morbido e brillante. La specialità è già arrivata a Londra, e sta riscuotendo moltissimo successo, soprattutto tra chi soffre del capello crespo, pare infatti che il capello a fine trattamento risulti moribido e gestibile, oltre che capace di regalare onde sexy.

    Oltre all’innovativa macchina il resto funziona come gli antichi bigodini, dimensioni e quantità variano a seconda del numero dei ricci e della grandezza. Bigodini vengono applicati sui capelli e successivamente collegati a un’unità di controllo digitale, per i successivi 40 minuti i capelli vengono trattatati al vapore, come i ravioli. Durata? Due giorni.