Tatuaggi: semplici disegni o modi di essere?

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    Tatuaggi: semplici disegni o modi di essere?

    Secondo un’indagine condotta da Confartigianato il ‘tatuato tipo’ ha 30 anni e ama soprattutto i tatuaggi sulla spalla. Una moda che non riguarda più solamente i giovanissimi, ma che sta contagiando sempre più adulti.

    Le ragioni che spingono una persona a farsi un tatuaggio, sono le più disparate, tuttavia nella sua unicità, il tratto impresso sulla pelle rappresenta un segno distintivo. Esplosa all’inizio degli anni ’90 la moda del Tattoo e tutt’oggi considerata una tendenza ‘evergreen’. Espressione di uno stato d’animo, istantanea di un ricordo, celebrazione o ricatto, il tatuaggio interessa i più svariati ambiti sociali e per questo lo si può trovare sia su personaggi di successo che su persone comuni. Se prima erano solo detenuti e marinai a tatuarsi, oggi sono in particolar modo gli ‘adulti’ a rimanerne affascinati. Secondo la legge italiana il minore di 18 anni non ha il consenso per farsi fare tale pratica, per questo il tatuatore deve operare solo previa autorizzazione dei genitori o di chi ne ha la tutela. Altro elemento importante: il mestiere del tatuatore non si improvvisa. Un lavoro mal praticato o arrangiato al momento, potrebbe arrecare danni al cliente, e non solo di natura fisica. Il tatuaggio non è permanente, ma ciò non vuol dire che imprimere un qualcosa sul nostro corpo sia una decisione da prendere alla leggera, per il solo gusto di. Prendete ad esempio, Aaron Evans, 21enne di Bristol. Il giovane ladro senza ne arte ne parte, dopo aver rubato un navigatore satellitare da una macchina in un parcheggio della città e commesso una serie di ingenuità, è stato difatti arrestato grazie al tatuaggio sul collo che riportava, a caratteri cubici, nome, cognome e data di nascita. Quindi, se avete intenzione di farvi un tatuaggio e non volete essere riconosciute immediatamente, riflettete bene sul significato e sul cosa vi spinge a farlo.