Top model e bellissime discriminate

da , il

    La notorietà di top model del modello transessuale Lea. T continua a salire sempre più. Il modello brasiliano [all’anagrafe brasiliana Leandro, è figlia del calciatore Toninho Cerezo. ex centrocampista di Roma e Sampdoria] ha già conquistato numerose prime pagine dei più importanti magazine di moda, passando da Vogue ai backstage delle campagna di Givenchy. Dopo un’apparizione all’interno del programma Oprah condotto dalla stessa nota attrice, Lea T. è divenuta un nome familiare, e ora è la protagonista di una campagna di costumi da bagno per una delle più grandi linee di costumi da bagno del Brasile. Uno stuolo enorme di modelli maschili tutti per la top model Lea T., grazie a Terry Richardson, mentre nuotano e giocano sulla spiaggia di Ipanema. Per nostra conoscenza è la prima volta che la bellezza di una modello (a) transessuale è protagonista di una grande campagna pubblicitaria.

    Mentre l’industria della moda è stata spesso criticata per l’accettazione e la promozione di bellezze ‘deturpate’ dagli schemi e dai doveri imposti dalla società che ci vuole tutte magre, quasi anoressiche, la carriera di Lea T. è un chiaro segno di cambiamenti, anzi una vera e propria rivoluzione, mostrando come il settore sia pronto ad abbracciare modelli transessuali e transgender. Come reagirà il pubblico a tale campagna è tutto da vedere.

    La nuova campagna di Estée Lauder in cui viene lanciato il prodotto ideale per ogni etnia con Constance Jablonski (francese), Liu Wen (cinese) e Joan Small (portoricana) è invece una prima porta che si apre nei confronti del razzismo, sebbene la possibilità di avere come protagonista in assoluto una modella di colore sembra essere ancora lontana. Naomi Campbell è forse il fiore cresciuto nel cemento, anche se spesso il commento ‘cioccolatino’ non l’ha mai preso tanto bene, come ha recentemente dichiarato ad alcuni tabloid inglesi.

    Già nel 2007 la Garnier branchia dell’azienda L’Oréal fu riconosciuta colpevole di discriminazione razziale per avere volutamente scelto donne non bianche per la promozione di uno shampoo. Ma tale sanzione evidentemente non bastò e il brand nel 2008 passò all’alleggerimento della pelle della cantante Beyoncé in un noto spot televisivo.