Acqua pubblica, referendum in primavera

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    Acqua pubblica, referendum in primavera

    A quanto pare, dopo tanti dibattiti e polemiche sulla privatizzazione del servizio idrico nazionale, il Referendum si farà. La Corte Costituzionale ha approvato tre dei cinque referendum riguardanti la privatizzazione dell’acqua e il ritorno dell’energia nucleare in Italia, due dei tre quesiti accettati riguardano l’acqua e la richiesta di renderla di nuovo pubblica ovunque e senza condizioni. Il comitato promotore dell’acqua come bene pubblico negli ultimi mesi è riuscito a raccogliere più di un milione e quattrocentomila firme lottando per la difesa dell’ambiente come bene pubblico e accessibile a tutti.

    Ora bisogna attendere che la sentenza della Corte Costituzionale passi al presidente della Repubblica, che in seguito fisserà le date del referendum (tra il 15 aprile ed il 15 giugno) in quell’occasione gli italiani potranno esprimersi sia sul tema dell’acqua che sul nucleare.

    Sicuramente si è a buon punto, gli Italiani potranno decidere democraticamente sul futuro dell’acqua nel nostro paese, infatti Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia ha commentato ‘È bene che la parola passi ora ai cittadini su materie tanto delicate perché è inconcepibile una privatizzazione selvaggia delle decisioni strategiche e gestionali sull’utilizzo di risorse non rinnovabili e preziose quali quelle idriche’.

    In sintesi il referendum sulla questione acqua, sui i due quesiti ai quali la Corte Costituzionale ha dato il via libera riguarderanno: l’abrogazione delle norme del decreto Ronchi-Fitto sulle modalità di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica, e la cancellazione delle leggi del governo Prodi sulla determinazione del prezzo del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.