Affitti, la cedolare secca è legge! Quando conviene?

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    Affitti, la cedolare secca è legge! Quando conviene?

    Il federalismo municipale è divenuto legge! Il provvedimento doveva entrare in vigore lo scorso gennaio, ma a causa di alcune problematiche è stato approvato soltanto recentemente dal Governo. Tra le maggiori novità troviamo la cosiddetta cedolare secca degli affitti. Essa si sostituisce alla tassazione IRPEF, all’imposta di bollo e di registro gravanti sui redditi provenienti dall’affitto di immobili. Precisiamo anche che comunque la sua applicazione sarà facoltativa, in quanto si può scegliere di essere assoggettati alla vecchia normativa. La cedolare prevede l’applicazione di 2 aliquote fisse (una del 21% per i contratti a canone libero e un’altra del 19% per i contratti a canone agevolato) e può essere applicata ai soli contratti di affitto di immobili destinati a scopo abitativo.

    Quindi, la nuova disciplina non trova applicazione per le locazioni di immobili destinati all’esercizio di attività d’impresa, di arti o professioni. Quest’imposta può anche essere applicata ai contratti di locazione ‘brevi’ i quali attualmente non sono soggetti all’obbligo di registrazione. La cedolare, inoltre, deve essere versata in due rate, un acconto pari all’85% dell’imposta e un saldo finale (l’acconto deve essere versato entro il termine previsto per il pagamento dell’IRPEF).

    L’applicazione della cedolare però non è sempre vantaggiosa. Infatti, se consideriamo che attualmente l’aliquota Irpef più bassa è del 23% per i redditi inferiori a 15.000 euro, questa legge porta pochi o nessun vantaggio economico per i cittadini che hanno un reddito basso. Invece, applicando l’attuale regime IRPEF, si può avere diritto a deduzioni o detrazioni che riducono l’imposta. Quindi, i maggiori vantaggi sono per i cittadini con un reddito alto poiché essi, scegliendo la cedolare, sono soggetti a un’aliquota di tassazione minore.