Bagno e guardaroba: non chiamateli secondari

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    Bagno e guardaroba: non chiamateli secondari

    Fino a qualche anno fa erano solo stanze di servizio. Ora non più. Sono diventati spazi preziosi, da vivere, con comodità e flessibilità. Una nuova luce illumina il bagno, il guardaroba e gli altri ambienti minori della casa tradizionale. Il bagno, ad esempio, è promosso a luogo di cura del corpo, benessere e relax. Il guardaroba è diventato espressione della propria personalità e del proprio gusto. Da non rinchiudere in armadi piccoli e angusti.

    Questa nuova concezione e organizzazione degli spazi domestici si fa sempre più largo tra la gente, come suggerisce la 49esima edizione del Salone Internazionale del mobile di Milano da poco conclusosi. Oltre alla passione per il design, la ricerca e l’originalità, dalla kermesse milanese emerge una gran voglia di personalizzare gli ambienti.

    In altre parole, una casa su misura. Come un abito cucitoci addosso da una brava sarta sa nascondere i difetti e risaltare il nostro corpo e la nostra anima. Sicché arredare il bagno non significa solo scegliere con superficialità il mobile, la vasca, il lavabo, la rubinetteria o le piastrelle. È indispensabile, invece, acquistare complementi d’arredo adatti alle nostre esigenze. A ciò che vogliamo essere in quello spazio.

    E seppur non abbiamo da mettere in mostra abiti preziosi da star del cinema, perché non offrire al nostro guardaroba la possibilità di raccontare qualcosa di noi? Avanti con ambienti flessibili, dunque, capaci di accoglierci e farci davvero sentire a casa.