Balconi e decoro architettonico, la normativa

da , il

    Balconi e decoro architettonico, la normativa

    Un tema sempre attuale è rappresentato dai balconi e dal decoro architettonico dell’edificio. Queste problematiche vengono in rilievo in uno stabile condominiale quando uno o più condomini vogliono apportare modifiche alle facciate esterne dell’edificio che ne potrebbero compromettere non solo la struttura ma anche la bellezza e il decoro architettonico. Per risolvere questa problematica viene in aiuto la sentenza n. 26076 della Corte di Cassazione. Secondo questa pronuncia la modifica dell’aspetto di un balcone, indipendentemente dalle eventuali altre opere che avevano modificato l’estetica dello stabile, è un operazione in grado d’incidere e peggiorare il decoro dell’edificio.

    Quindi qualora fosse accertata una violazione è possibile richiedere la remissione in pristino dello stato dei luoghi. Nel caso in questione un condomino chiedeva l’accertamento di una lesione al decoro della facciata dello stabile causata da un altro condomino che aveva eseguito dei lavori al proprio balcone. Il condomino chiamato in giudizio si difendeva dichiarando che non vi era stata nessuna alterazione.

    La Suprema Corte in questa sentenza ha sancito che: ‘il balcone come modificato dalle convenute pregiudicava il decoro architettonico dell’edificio sia per le sue maggiori dimensioni, incidenti sulla originaria simmetria del prospetto, sia per le particolari modalità di esecuzione, non omogenee rispetto alle precedenti; osservando, infine, che detto pregiudizio non era escluso dall’esistenza di pregressi interventi sulla medesima facciata’. Di conseguenza gli interventi al balcone di propria proprietà sono possibili ma non devono ledere il decoro dell’edificio. Quindi non possono essere eseguiti interventi che contrastano con l’estetica esistente e che la stravolgono.