Coltivazione aglio: come farlo crescere in giardino

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    Coltivazione aglio: come farlo crescere in giardino

    La coltivazione dell’aglio non è una pratica poi così scontata, visto che esistono tre varietà di questa pianta bulbosa, distinte per colore e per dimensione. Abbiamo quindi l’aglio bianco (quello comune, che utilizziamo spesso in cucina), l’aglio rosso, conosciuto anche come ‘Rosso di Sulmona’ e l’aglio rosa. Tutti possono essere utilizzati per preparare tisane o infusi benefici per la salute, ma l’aglio bianco e quello rosso si caratterizzano per l’aroma accentuato e per la loro lunga conservazione, mentre l’aglio rosa (chiamato così per le sue tunicate rosate) è molto precoce e purtroppo ha il limite di non resistere molto all’umidità. Questa caratteristica ne limita le proprietà di conservazione, per cui la coltivazione dell’aglio rosa risulta più ridotta.

    Per coltivare l’aglio in casa o in giardino è necessario un ambiente asciutto e dal clima temperato, mentre il terreno deve essere sciolto ed esposto al sole, poiché la pianta ha bisogno di ricevere luce per un periodo prolungato al fine di concludere la differenziazione dei bulbilli. Ideale sarebbe un suolo ricco in calcare ed in sostanze organiche.

    Sono quindi da evitare i terreni umidi ed eccessivamente compatti perché possono favorire i ristagni d’acqua e di conseguenza far marcire in bulbi.

    Dopo aver scelto gli spicchi più esterni alla testa dell’aglio, che di solito presentano i germogli, questi vengono interrati ad una profondità di 5 cm, con la punta superiore rivolta verso l’alto e separati di circa 7 cm l’uno dall’altro. Se si intende coltivare più file d’aglio, occorre sistemarle a più di 20 cm di distanza le une dalle altre.

    Il periodo indicato per cominciare la semina è l’autunno (ottobre-novembre) nelle regioni del Sud Italia e l’inverno nelle regioni del nord, mentre la semina occorre in estate nel meridione e in tarda primavera nel settentrione.

    Per capire quando la coltivazione dell’aglio è stata portata a termine bisogna osservare le foglie: una volta secche i tempi sono maturi per la raccolta. Dopo aver rimosso i bulbi, quindi, è necessario ripulirli dalla terra e lasciarli essiccare al sole per alcuni giorni, dopodiché vanno raggruppati in trecce o mazzi.