Come allevare i pipistrelli in casa

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    Come allevare i pipistrelli in casa

    Ormai in casa, o comunque in ambito domestico si tiene di tutto, dai classici cani e gatti agli animali esotici e a volte vietati perché specie protette. Un utile alleato da avere al proprio fianco (non in senso letterale) è il pipistrello. Avvolti da un alone di orrore, temuti e odiati per le leggende sul loro conto, i pipistrelli sono animali selvatici a tutti gli effetti e non possono e non devono essere acquistati e rinchiusi in gabbia; ma la loro presenza è davvero utile per liberarsi di insetti e zanzare durante l’estate e quindi c’è chi ha deciso di offrire un rifugio ai pipistrelli proprio per questo scopo. Praticamente dei Batman casalinghi! Non occorre allevarli, basta solo creare le giuste condizioni e il piccolo mammifero volante potrà rifugiarsi nei pressi di casa vostra.

    E’ sufficiente posizionare una cassetta in cui offrire loro rifugio vicino al tetto, la cosiddetta bat box, che può essere posizionata anche su un albero poco frondoso o su un palo. Le bat box non sono tutte uguali… occhio all’acquisto, cercate quelle approvate dagli specialisti dei pipistrelli!

    Di tanti in tanto può succedere di trovare un piccolo pipistrello caduto dal proprio rifugio, che fare in questi casi? La prima cosa è chiamare subito un centro di recupero per la fauna selvatica a cui poterlo affidare, i pipistrelli non sono animali domestici! Si possono comunque adottare una serie di accorgimenti di emergenza: mettere l’animale al caldo in una scatola di cartone opportunatamente forellata, dargli alcune gocce di acqua tenendolo a testa in giù con una siringa senza ago e lasciarlo tranquillo in un luogo silenzioso. Per saperne di più: http://www.pipistrelli.net/drupal/sos. Con l’aiuto e l’impegno di persone esperte e capaci sarà possibile crescere il piccolo e restituirlo alla Natura… dopotutto è quello il suo posto!

    Per la redazione di questo articolo, si ringraziano gli utili consigli e le correzioni del dottor Giacomo Maltagliati del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Firenze e della Dottoressa Martina Spada, coordinatrice nazionale del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri).