Giglio, fiore simbolo della Pasqua: ma attenzione se avete un gatto in casa

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    Giglio, fiore simbolo della Pasqua: ma attenzione se avete un gatto in casa

    Il giglio bianco, icona di purezza, è un fiore simbolo della Pasqua e sicuramente è ideale per le decorazioni pasquali come centri tavola eleganti e profumati. Ma attenzione se avete in casa animali domestici, in particolare i gatti.

    Questo amico a quattro zampe è infatti particolarmente soggetto a sviluppare allergie e il giglio, secondo i dati dell’Animal Posion Control Center, è peraltro tra i fiori più tossici per i gatti.

    Specie di giglio tossiche per i gatti

    Non tutte le specie di giglio sono tossiche per i gatti. Quello rampicante ad esempio non lo è. Tra le specie più comuni le più pericolose sono quelli di provenienza asiatica: il “Lilium Candidum”, il Lilium tigrinum, con sfumature chiare e pigmenti neri e il Lilium regale, bianco con sfumature rosa o gialle, l’Hemerocallis, il Lilium Orientalis, il Lilium Longiflorum, il Lilium Speciosum, il Lilium Lancifolium.

    Intossicazione del gatto: sintomi e pronto intervento

    Nel caso di accidentale ingestione i primi sintomi si palesano entro una o due ore. Il gatto probabilmente vomiterà e in generale si dimostrerà apatico e inappetente. Dopo qualche ora il vomito tende a passare spontaneamente ma restano gli altri sintomi che si aggravano e fanno spazio a letargia e polidipsia. La pianta infatti incide sul funzionamento dei reni. E’ fondamentale intervenire in modo tempestivo. Statisticamente già iniziare il trattamento dopo sei ore dall’evento può essere insufficiente e letale. L’unica speranza è quella di cercare di eliminare la tossina in circolo.

    Purtroppo il vomito nei gatti è abbastanza frequente e quindi rischia di essere un sintomo troppo generico: ma se per qualsiasi motivo avete il sospetto che il gatto possa avere ingerito il fiore del giglio portatelo senza esitare dal veterinario.