Piante in camera da letto: fanno male?

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    Piante in camera da letto: fanno male?

    Quante volte vi siete sentite dire che le piante in camera da letto fanno male perché ci rubano l’ossigeno e immettono nell’aria pericolosa anidride carbonica che finiamo per respirare con conseguenze nefaste per la nostra salute?

    Tante, scommetto! Ebbene, in questo post oltre a rassicurarvi sul fatto che le piante in camera da letto non fanno male, volevo spiegarvi che contribuiscono addirittura al nostro benessere rendendo l’ambiente più bello, rilassante e anche purificato.

    Anzitutto chi sostiene che le piante in camera da letto fanno male e intima di toglierle con circospezione non ha mai fatto il boy scout, se lo avesse fatto o ne avesse fatto anche indirettamente esperienza saprebbe che di norma si dorme nel bosco circondati da moltissime piante all’interno di tende minuscole.

    Detto ciò chi sostiene che le piante in camera da letto fanno male dovrebbe sapere che le piante in camera da letto svolgono più di un importante funzione vale a dire contribuiscono a ridurre i livelli di stress nell’individuo, a regolare il livello di umidità della stanza in cui dormiamo e a rimuovere le sostanze nocive presenti nell’aria, vale a dire a purificarla.

    In modo particolare certe piante come l’Areca (Chrysalidocarpus lutscens) e il Potos (Epipremnum aureum) sono particolarmente adatte allo scopo. La prima è stata ribattezzata ‘pianta del soggiorno‘ poiché pulisce l’aria durante le ore di luce, la seconda filtra l’aria, ripulendola dalla formaldeide.

    Per chi, infine, dopo la lettura di questo post non solo si sentisse rassicurata sul fatto che le piante in camera da letto non fanno male, ma si sentisse addirittura incoraggiata a circondarsene ricordo che esiste una terza pianta, dalle proprietà altrettanto purificanti, ma che a differenza delle altre lavora la notte e per questo è stata ribattezzata proprio ‘pianta della camera da letto‘. Questa pianta è la Lingua di suocera (Sansevieria trifasciata) e di notte consuma anidride carbonica e produce ossigeno ed è indicata persino dai ricercatori della Nasa come una delle più adatte a essere collocata nei luoghi chiusi non avendo esigenze particolari d’acqua o di terreno. Se decidete di farla diventare parte dell’arredamento della vostra camera da letto, l’unica accortezza che dovete avere è quella di collocarla in una zona protetta dalle correnti solari e che sia luminosa durante il giorno.

    Kamal Meattle, scienziato indiano e ambientalista convinto, ha condotto studi e ricerche su queste piante per quindici anni presso il Paharpur Business Centre, un edificio occupato da 300 persone, che contiene 1200 esemplari di queste piante, dimostrando che le amiche verdi depurano l’aria dell’edifico rendendola tra le più pulite al mondo. Studi successivi, hanno, inoltre, dimostrato che dopo 10 ore trascorse all’interno di quell’edificio, le condizioni di salute dell’individuo risultano migliori rispetto a quando vi entra.