Rigenerazione delle apparecchiature elettroniche, nuova frontiera dell’usato

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    Rigenerazione delle apparecchiature elettroniche, nuova frontiera dell’usato

    La rigenerazione delle apparecchiature usate è la nuova frontiera dell’economia sostenibile. Essa crea occupazione, evita gli sprechi, è conveniente per le famiglie che potrebbero spendere fino alla metà rispetto all’acquisto di apparecchiature nuove ed ovviamente riduce notevolmente l’impatto ambientale dell’industria manifatturiera. Per quanto riguarda il funzionamento di questo sistema è molto semplice: da un lato i vari produttori si fanno carico di revisionare e rigenerare completamente i propri elettrodomestici come lavatrici, televisori, personal computer ecc, offrendo una nuova garanzia sull’apparecchio e rivendendolo a un costo molto inferiore.

    In questo modo si rimettono in circolazione oggetti già in vita, senza sprecare nuove energie e materiali che, nel caso delle apparecchiature elettroniche, sono spesso altamente inquinanti. Allo stesso tempo si evita che molti di questi prodotti, ancora funzionanti in tutto o in parte, finiscano nelle discariche, alleggerendo così lo smaltimento di questi materiali e il rischio di inquinamento che ne deriva. Il colosso General Electric è convinto della convenienza economica di recuperare e riparare elettrodomestici usati.

    Anche il presidente americano Barack Obama si è interessato (principalmente per motivi ambientali) a questa iniziativa aprendo un dialogo durante il Summit di Washington con l’associazione americana del settore, per trovare una strategia comune orientata a sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi dell’usato. Gli ostacoli all’espansione di questo mercato non sono però pochi, soprattutto bisogna superare la diffidenza del pubblico verso un prodotto che viene giudicato non affidabile perché non ‘nuovo di zecca’.