Spese condominiali, come contestarle?

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    Spese condominiali, come contestarle?

    Ogni condomino, ossia ogni affittuario o proprietario di un’unità immobiliare compresa in un condominio, è obbligato a partecipare alle spese per la conservazione e per l’uso delle cose comuni. L’articolo 1123 del codice civile, al primo comma, sancisce che le quote di spesa sono calcolate in base ai millesimi di proprietà. A seconda della tipologia di spesa da sostenere lo stesso codice civile prevede anche criteri differenti. Ad esempio, ciò avviene in caso di manutenzione straordinaria e ricostruzione delle scale, ma, anche per le così dette spese d’uso (come quelle del riscaldamento condominiale).

    In questo caso, l’amministratore, può chiedere le somme di denaro dovute con due modalità: o sulla base del rendiconto preventivo o consuntivo regolarmente approvati dall’assemblea, oppure, sulla base di un proprio provvedimento in virtù di un generale potere di spesa desumibile dal complesso delle sue attribuzioni. Il condomino può ovviamente contestare le richieste dell’amministratore. In questo caso le soluzioni sono due.

    Se la richiesta si fonda sul rendiconto di gestione, il condomino deve contestare proprio questo provvedimento, deliberato dall’assemblea condominiale. Si pensi, ad esempio, alla ripartizione delle spese per lavori di manutenzione il cui costo, per decisione adottata a maggioranza dall’assemblea nel rendiconto, venga suddiviso in parti uguali e non sulla base dei millesimi di proprietà.

    Diverso, invece, è il caso in cui vi è disaccordo su una spesa richiesta dall’amministratore in base ad un proprio provvedimento. In tal caso il condomino dovrà contestare direttamente l’atto del proprio amministratore nei modi previsti dall’art. 1133 del codice civile che testualmente recita: ‘I provvedimenti presi dall’amministratore nell’ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell’amministratore è ammesso ricorso all’assemblea, senza pregiudizio del ricorso all’autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall’articolo 1137’.