Abortire significa uccidere? Negli Usa proposta pena di morte contro chi abortisce

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    Abortire significa uccidere? Negli Usa proposta pena di morte contro chi abortisce

    Nell’eterno dibattito sull’aborto fa discutere la proposta di un deputato conservatore statunitense: mentre molti Paesi hanno introdotto la pillola abortiva la proposta di Bobby Franklin appare decisamente anacronistica. Il deputato, facente parte del partito Repubblicano ha addirittura proposto la pena di morte per le donne che abortiscono. Ovviamente si tratta solo di una proposta, e presumibilmente resterà tale, ma è ciò è bastato a generare polemica. L’equazione mentale che l’uomo compie è elementare nella sua assurdità: abortire equivale ad uccidere e l’omicidio va punito con la pena di morte.

    A parere di chi scrive emergono due profondi errori di fondo nel suo pensiero: la considerazione dell’aborto come omicidio e l’opportunità della pena di morte. Non è questa la sede per discutere il secondo punto ma soffermiamoci sul primo, ovvero sulla punibilità dell’aborto. L’aspetto davvero paradossale della proposta di legge, così come scritta, è che verrebbero condannate a morte anche le donne che abortiscono spontaneamente. Nel ‘crimine’ infatti rientra ogni tipo di morte prenatale perché in caso di aborto spontaneo le donne sarebbero colpevoli di non aver protetto adeguatamente il feto al momento del concepimento. Alla base del folle pensiero del deputato della Georgia ci sono peraltro gravi falle dal punto di vista medico: non si tiene ad esempio conto del fatto che i test di gravidanza, per quanto precisi e affidabili, non sono pienamente accurati prima delle tre settimane dal concepimento. Le donne quindi sarebbero sanzionabili per un comportamento involontario legato ad una situazione che non potevano prevedere. Ma questo è solo uno degli aspetti assurdi di un pensiero che speriamo resti la voce estremista di un singolo uomo misogino.