Alimentazione bambini: mamma americana contro la Nutella

da , il

    Alimentazione bambini: mamma americana contro la Nutella

    Nella lotta contro l’obesità infantile una mamma americana si è scagliata contro la Nutella facendo causa alla Ferrero che presenterebbe negli spot pubblicitari il prodotto come una scelta per una merenda salutare mentre invece, per via dell’alto contenuto di grassi e zuccheri trattati fa ingrassare. La ditta produttrice della cioccolata alle nocciole più famosa del mondo non appare particolarmente allarmata per la denuncia e parla di un caso già più volte smontato in precedenza.

    E in effetti già in passato la legge si era espressa a favore dell’azienda di Alba e quest’ultima aveva consultato nutrizionisti e pediatri in sua difesa. Nel 2007 anche l’American College of Nutrition negli Stati Uniti si era espresso a favore della Nutella. Athena Honenberg. la donna californiana, mamma di un bambino di 4 anni, è invece convinta che la pubblicità della Ferrero sia maliziosamente ingannevole perché non indica espressamente i rischi degli zuccheri trattati e dei grassi contenuti nella crema spalmabile. Nella pubblicità si vedono invece famiglie felici sedute al tavolo insieme e bimbi sani e belli che fanno colazione o merenda con la Nutella. Ma allora la Nutella fa bene o fa male? Il problema non sta nel consumo ma nel potenziale abuso, così come precisa Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) di Roma. Secondo la sua opinione nessun alimento fa bene o male in via assoluta tutto sta nella dose e nella frequenza di consumo: del resto la Nutella non è l’unico prodotto internazionale accusato dai genitori, di recente a San Francisco è finito sotto accusa l’Happy Meal di Mc Donald’s. Dal punto di vista energetico con un cucchiaio di Nutella si assumono molte kilocalorie, mentre per raggiungere lo stesso apporto con la frutta ad esempio bisognerebbe ingerirne una grandissima quantità. Il problema è che spesso i bambini abusano di Nutella: per un bimbo di 4 anni, come il figlio della signora californiana, la dose giusta è inferiore ad un cucchiaino e si limita ad un velo spalmato su una fettina di pane.