Allarme inquinamento: come proteggere mamma e feto

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    Allarme inquinamento: come proteggere mamma e feto

    Un nuovo studio sul problema del deficit di attenzione e dell’iperattività nei bambini da un lato e sull’ansia e la depressione in gravidanza dall’altro ha messo in evidenza un collegamento di causa effetto con gli agenti inquinanti. L’esposizione allo smog in gravidanza potrebbe avere effetti negativi per la donna e per il feto. Per arrivare a questa conclusione lo studio ha preso in esame 215 bambini dalla nascita fino a circa sette anni: tra questi quelli che avevano maggiori disturbi del comportamento in età scolastica avevano fatto registrare i valori più alti di un marker biologico relativo all’esposizione all’inquinamento nel sangue del cordone ombelicale, più nello specifico agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e ad altri inquinanti da combustione.

    I bambini che invece avevano trascorso l’infanzia lontano dall’inquinamento manifestano scarsamente certi sintomi. Lo studio è stato portato avanti dal Columbia Center for Children’s Environmental Health (CCCEH) in collaborazione con l’Istituto di Ricerca sul Cancro (Uk). E’ stato dimostrato che quando la donna respira agenti inquinanti questi ultimi attraverso la placenta passano al feto e si vanno a legare al Dna. La forma di inquinamento più pericolosa da questo punto di vista è sicuramente quello urbano dovuto ai veicoli a motore ma ha un certo impatto anche il fumo di sigaretta, sia quello attivo che passivo.

    Un ulteriore motivo per non fumare in gravidanza e per evitare ambienti piccoli e chiusi dove si fuma. Perfino l’alimentazione in gravidanza ha la sua importanza perché alcuni cibi inquinano. L’obiettivo è quello di incentivare forme di energia alternativa che riducano l’inquinamento.