Allattamento: sconsigliate le diete ipocaloriche

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    Allattamento: sconsigliate le diete ipocaloriche

    Durante la gravidanza è normale per la donna assumere qualche chilo in più. Non tutte le donne prendono gli stessi chili ma, di sicuro, mantenere il peso forma precedente è difficile. Di conseguenza uno degli obbiettivi del dopo parto per ogni donna è quello di ripristinare il peso e la forma precedenti. Non sempre è facile, ma possibile. Quello che si raccomanda è comunque di non prefiggersi questo obbiettivo troppo in fretta, subito dopo il parto. Molte donne infatti credono, a torto, di poter perdere peso, magari seguendo diete ipocaloriche (a basso apporto di calorie) già nella fase successiva al parto, durante l’allattamento.

    In realtà, da un punto di vista medico, questo comportamento è sconsigliato. Alla base anche fattori di natura fisiologica. Infatti, anche se l’allattamento al seno comporta un elevato consumo di calorie il dimagrimento può essere comunque ostacolato dall’azione di un ormone particolare, la prolattina. Seguire una dieta ipocalorica nel periodo dell’allattamento potrebbe significare non apportare il giusto quantitativo di vitamine e sali minerali necessari in questa fase.

    La mamma che allatta al seno ha bisogno di maggiori calorie rispetto al periodo della gravidanza per assicurare tutti i nutrienti necessari al piccolo. E’ proprio per questo motivo che seguire diete ipocaloriche durante l’allattamento risulta sconsigliato. Molto meglio è, quindi, aspettare la fine delle poppate oppure almeno 40 giorni dopo il parto, se la donna non allatta più al seno, per seguire una dieta ipocalorica. Più salutare, invece, la ripresa di una normale attività fisica con lunghe passeggiate, possibili già 10-15 giorni dopo il parto, anche cesareo.